Cause psichiche dell’impotenza

Cause psichiche dell’impotenza

L'impotenza psicogena può essere associata ad una perdita generale di libido e difficoltà eiaculatoria, ma la patologia essenziale è l'impedimento del riflesso erettivo. A questo proposito si può dire che esiste una casistica nello schema dell’impotenza che differisce da paziente a paziente: ci sono uomini che non riescono ad ottenere un’erezione durante i preliminari erotici, altri raggiungono facilmente l'erezione, ma la perdono o nel momento che precede l’introduzione, o durante l'introduzione, o durante il coito. Altri uomini sono impotenti durante il rapporto sessuale ma possono mantenere l'erezione durante la manipolazione manuale o orale. Ci sono uomini che riescono ad avere un'erezione soltanto se è la donna a dominare la situazione sessuale, mentre altri diventano impotenti se la donna cerca di assumere il controllo. Alcuni soffrono di impotenza totale: non riescono nemmeno ad avere un'erezione parziale con qualsiasi partner, in qualsiasi circostanza. Altri soffrono di impotenza situazionale e trovano difficoltà erettive solo in circostante specifiche.

I pazienti si possono suddividere in due categorie cliniche:

1) quelli che soffrono di impotenza primaria e non sono mai stati potenti con una donna, sebbene siano in grado di ottenere buone erezioni con la masturbazione od in altre situazioni;

2) i pazienti affetti da impotenza secondaria e cioè coloro che avevano funzionato bene per un certo periodo prima che insorgesse la disfunzione erettiva.

Ancora oggi, a livello culturale e sociale l'autostima di un maschio si fonda in maniera preponderante sulla sua erezione. Di conseguenza capita spesso che a una depressione secondaria segua un episodio di impotenza. E' vero anche il contrario e cioè che la depressione possa essere una causa dell'impotenza e quindi deve essere superata prima che quest'ultimo possa rispondere al trattamento. Una analoga relazione reciproca esiste tra difficoltà erettive e discordia coniugale, dove l'impotenza può avere un ruolo distruttivo nella relazione di coppia, ma può anche essere causata da un rapporto già conflittuale e deteriorato. In passato si riteneva che l'impotenza fosse sempre indice di una psicopatologia profonda, attualmente, grazie ad una maggior conoscenza in questo campo, si sa che anche fattori che operano immediatamente, come “l’ansia da prestazione”, provocano frequentemente disfunzioni sessuali.. Fondamentali nell’esplicazione dell’impotenza sono i fattori di ansia causali immediati che operano "qui e ora" e che sono capaci di esercitare un effetto diretto ed immediato sulla qualità erettiva.

Tra questi fattori hanno una particolare preminenza:

1) la riluttanza della coppia ad impegnarsi in un comportamento sessuale che sia eccitante e stimolante per entrambi;

2) la paura dell'insuccesso sessuale, la pressione di richieste perentorie di prestazione;

3) l’incapacità dell'uomo, per una varietà di ragioni, come il senso di colpa ed un conflitto, ad abbandonarsi alle sue sensazioni sessuali;

4) la tendenza ad erigere difese percettive, ed intellettuali contro il piacere erotico.

La paura di essere incapace di portare a compimento l'atto sessuale è forse la più importante causa immediata di impotenza e questa preoccupazione è spesso accompagnata da uno stato emotivo di paura e dalla tendenza da parte del soggetto a focalizzare la sua attenzione sullo stato della sua erezione, il che assicura l'avverarsi della profezia.
Alcune volte reazioni emozionali molto intense legate all'insuccesso ed all'anticipazione di quest'ultimo possono assumere proporzioni paranoiche o di panico. L'ansia anticipatoria relativa alla prestazione sessuale da inizio ad un circolo vizioso di paure dell'impotenza con una probabile escalation da un singolo episodio di risposta erettiva passeggera, ad uno stato d'impotenza grave o cronica. L'impotenza che risulta dalla paura dell'insuccesso segue frequentemente al comando od alla richiesta perentoria di prestazione sessuale.
Non è raro che la storia sessuale di un uomo impotente riveli che l'episodio che ha innescato la difficoltà erettiva corrisponda ad una occasione in cui il paziente aveva tentato il coito su richiesta del partner provocando in lui senso di colpa, conflitto e collera, sufficienti a precludere ogni sua reattività sessuale. In questi casi le terapie comunemente impiegate sono finalizzate alla creazione di una situazione "inesigente" affinché le interazioni della coppia siano orientate al fine del piacere sessuale invece che della prestazione.
Vi sono altre situazioni in cui il desiderio di procurare piacere al partner, che è un requisito importante per fare all'amore in modo soddisfacente, può diventare una volontà ossessiva di dare piacere, di servire, di non deludere per timore che se l'uomo non si esibisce in una prestazione ottimale potrebbe essere abbandonato. Situazioni come queste possono creare pressioni sufficienti a compromettere la sua reazione erettiva. Molte persone esprimono così la paura di restare sole ed anticipano quella di essere respinte.
Costoro investono il partner di un valore genitoriale trasferenziale e sono terrorizzate dalla possibilità di essere “nuovamente” respinte ed abbandonate. Queste persone sentono costantemente il bisogno di dimostrarsi speciali, indispensabili. In questi casi le procedure di trattamento rapido non possono risolvere problemi simbiotici fondamentali, ma possono restituire al paziente la sicurezza nella transazione sessuale specifica, dimostrando il valore di un temporaneo "egoismo" che permetta alla coppia di dare e ricevere a turno, perdendosi nell'esperienza sessuale, focalizzando la loro attenzione sulle proprie sensazioni durante l'episodio amoroso.
I conflitti e le paure sessuali danno origine a difese percettive ed intellettuali che le persone possono erigere contro le esperienze erotiche, interferendo con la sospensione del controllo cosciente e l'abbandono all'esperienza sessuale. Queste persone non riescono a ricavare sensazioni molto profonde, oppure se ne distaccano rapidamente con un comportamento di autosservazione o con pensieri critici ossessivi e mantengono uno stretto controllo sulle proprie emozioni e sulle reazioni sessuali.
Questo fenomeno è stato definito da Masters e Johnson SPECTATORING, cioè la tendenza ad osservare con gli occhi di un giudice la propria maniera di fare l'amore con conseguenti risultati distruttivi per la sessualità e più nello specifico nella qualità erettiva. Questo fenomeno si riscontra in persone perfezioniste ed insicure, che hanno paura di fidarsi del prossimo e persone con tendenza alla paranoia. Un'altra difesa comune contro l'ansia ed il senso di colpa derivanti dalle sensazioni sessuali è quella di non ammettere di provare sensazioni erotiche o di impedire a se stessi di provarle.
Molte persone si mostrano per questa ragione "indifferenti" a quelle sensazioni sessuali ed erotiche di tenerezza ed amore che normalmente sono suscitate dai baci, dai contatti fisici e dalle carezze. Questo tipo di approccio che si basa sulla lettura ed il tentativo di modificare il sistema sessuale immediatamente distruttivo, limita l'efficacia terapeutica ad un campo piuttosto ristretto. Infatti se è vero che l'ansia da prestazione e le difese ossessive nascono come reazioni ad esperienze immediate, hanno però spesso radici più profonde situate nella personalità del soggetto e nelle interazioni della coppia.

 

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