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Le "mogli" dei preti

"E non venitemi a dire che è come stare con uno sposato, perché non è la stessa cosa: un'amante e una moglie combattono ad armi pari. Chi sta con un prete il suo uomo deve litigarselo con Dio in persona". Nelle parole delle donne che hanno scelto di vivere una relazione di amore o di sesso con un sacerdote ci sono, mescolate insieme, rabbia, impotenza, un pizzico di senso di colpa e una montagna di testardaggine. Le "mogli dei preti", che poi mogli non sono, ma piuttosto concubine, amanti, compagne, parlano dei loro amori proibiti, dei loro uomini a metà. Lo fanno con passione e sincerità, ma anche con paura. Non vogliono essere identificate con i loro veri nomi, si raccomandano mille volte di essere protette e nascoste da false identità, in un misto di paura e quieto vivere. Raccontano tutte storie diverse che però, stringi stringi, sono la stessa: quella di una bugia detta per caso a cui ne segue un altro milione. La storia di una relazione normale con alti bassi ripensamenti e ripicche, solo che, come dice una di loro "è con uomo che di mestiere fa il prete".

E come in quelle favole in cui alla fine arriva una fata buona a sciogliere l'incantesimo che impedisce al principe di amare e essere amato, 26 "mogli dei preti" (che chissà come si sono conosciute ma si sono riunite in un gruppo solido e solidale) il mese scorso hanno perfino scritto al Papa chiedendogli di ripensare l'obbligo del celibato per il suo clero. La loro richiesta è semplice: che si restituisca dignità all'essere uomini dei 'loro' uomini e onestà ai loro legami, ritenuti orrendi peccati da tenere segreti ma in realtà niente altro che storie normali, con i problemi e le emozioni di qualsiasi relazione sentimentale. Solo che, nel loro caso, amare fa rima con peccare, e nascondersi non è un'opzione, ma un dovere, quasi scontato. 

“Amare un prete non è come stare con un uomo sposato, perché un’amante e una moglie combattono ad armi pari, mentre una donna non può vincere contro Dio in persona”. A parlare è Giulia (nome di fantasia, come tutti quelli di questo pezzo), caparbia e arrabbiata, che vive il suo amore tormentato con un sacerdote da più di cinque anni e che prova a

fare ordine tra senso di impotenza, un pizzico di senso di colpa e una montagna di testardaggine. La sua, come quella di tutte le altre donne nella sua stessa situazione, è una storia fatta di niente, se non di una lotta che non si ferma mai: contro di lui, contro se stessa,

contro l'istituzione più antica del mondo: “La cosa peggiore quando stai con un prete-racconta - è che pensi di commettere un peccato. E poi, questi uomini non sono mai uomini per intero. Hanno e trasmettono una percezione di sé del tutto falsata, e non lo sanno. Sbaglierò, ma non credo che Dio voglia che i suoi servitori siano così privi di umanità, come fossero degli eterni adolescenti, egoisti e immaturi, incapaci di impegnarsi, di prendere

una posizione, di diventare adulti”.

Giulia parla a nome di tante altre “mogli dei preti”, perché non tutte hanno il coraggio di raccontare la loro storia, se non dopo lunghe contrattazioni e l'assicurazione che il loro nome venga modificato con uno pseudonimo. Tra loro c'è Serena, che dopo essere rimasta incinta del sacerdote che credeva di amare e che credeva la amasse, si è lasciata tutto alle

spalle, incluso lui, cambiando vita e città; c'è chi come Sonia è sposata da anni, ma non riesce a uscire da una storia una storia fatta di tira e molla con un sacerdote, e che di peccati, a volerla guardare così, ne commette due in una volta sola: “Quando abbiamo cominciato mi

sembrava che ci fosse parità ed equilibrio, perché entrambi non potevamo fare le cose alla luce del sole, anche se forse, mi rendo conto che non è proprio la stessa cosa”. 

C'è anche chi, come Silvia, ha lasciato perdere perché stufa di convivere con il fatto che il

sacerdote che la incontra di nascosto fuori città in realtà frequenta, oltre che parrocchie e sacrestie, anche altre donne: “La prima volta mi stupì la sua abilità a letto, davvero l'ultima cosa che mi sarei aspettata da un prete. Da questo avrei dovuto capire molte cose. Ma invece non capii niente. Per anni mi sono sorbita bugie e tradimenti, ma adesso ci ho dato un taglio ed è finita. E non perché lui è un sacerdote ma perché è, in tutto e per tutto, un uomo. E nemmeno dei migliori”.

Quel che accomuna tutte, è la solida convinzione di non far niente di male, amando un prete. Nel cuore poi, una speranza che nemmeno osano sperare, e cioè che questo nuovo Papa che sembra simpatico, umano, che piace a tutti, che telefona a sorpresa e si fa i selfie, possa dare loro una mano, cambiare le cose, e trasformare i preti in uomini e loro, da orrende peccatrici, in semplici, normali, e forse banali, compagne. Fonte Amore&sesso repubblica

Le mele sono il Viagra femminile

Roma, 11 luglio 2014 – Le mele sono il viagra al femminile, quindi, mie cari uomini siete avvertiti: se volete rilanciare il desiderio sessuale perduto, o semplicemente sopito della vostra donna, basta andare dal fruttivendolo e fare incetta di questo semplice ma a quanto pare afrodisiaco frutto.

Chi lo dice? Una ricerca dell’ospedale Santa Chiara di Trento, che atraberso l’analisi di 731 donne tra i 18 e 43 anni ha dimostrato come il pomo della discordia se è vero che ci cacciò dal paradiso, almeno rinverdisce il rapporto di coppia, contribuendo ad aumentare il desiderio sessuale delle nostre fidanzate, compagne e amanti. La floridazina contenuta nel frutto essendo molto simile all’estradiolo, aiuta l’eccitamento nelle donne sane, aumentando quindi il desiderio.

Per avvalorare la loro tesi, le donne sono state divise in due gruppi, a ciascuno dei quali è stato chiesto di riferire circa le proprie abitudini a tavola e nel consumo di mele. Alle componenti di uno dei gruppi è stato chiesto di mangiare più mele al giorno. Superato il primo periodo di test, quindi, è stato in seguito somministrato un test – Female Sexual Function Index – composto da 19 domande incentrato sull’attività sessuale e sula soddisfazione ricavata da esso attraverso la nuova dieta. Da qui la scoperta: la maggior soddisfazione nel rapporto è stata raggiunta dalle donne che hanno mangiato mele, a dispetto di chi non l’ha fatto.

Insomma, pare che questo fantastico frutto non possa proprio mancare nella dieta di una donna, quindi, cari uomini, se volete fare un favore a voi e a loro, lasciate stare i fiori: comprate, anzi, un bel cesto di mele. Fonte News GO

Arriva l'app anti corna

È risaputo che soprattutto in estate i tradimenti subiscono un'impennata, complice la voglia di fare nuove amicizie (e un incremento del testosterone, ormone legato al desiderio sessuale).Ma da oggi chi è intenzionato a concedersi qualche scappatella potrebbe trovarsi più in difficoltà. È per via di una nuova applicazione, disponibile gratuitamente, che consente in pratica di sapere tutto del comportamento «digitale» del nostro partner. In tempo reale. Chi dispone di questa applicazione si trova, infatti, nelle condizioni di poter «spulciare» messaggi di testo, contatti, cronologia delle chiamate e dei messaggi su Facebook della propria dolce metà. Compresa l'attività legata alle chat. Grazie a semplici ed eloquenti grafici. mCouple, questo il nome dell'innovativa app, promette vita durissima per chi non può fare a meno di vivere esperienze extraconiugali, considerando anche il fatto che è in grado di fornire le coordinate GPS del marito o della moglie fedifraghi, illustrando tragitti e posizioni geografiche. Per averla basta pochissimo: un clic per scaricare il software e il gioco è fatto. La nuova proposta di Apple, in lingua inglese, è stata definita un'autentica «app di spionaggio», impossibile passarla liscia. Ma è necessario che entrambi i partner ne siano in possesso per farla funzionare. «E pensare che me l'ha fatta installare la mia fidanzata», dice un utente di mCouple, sulla pagina di Apps Google Play. «Così ho potuto scoprire che mi tradiva. È stato un bruttissimo colpo, ma ringrazio di avere avuto questa opportunità di seguire le sue attività». Non è comunque la prima volta che il mondo dell'hitech si dedica a questo tipo di prodotti. L'anno scorso ha fatto clamore in Brasile Boyfriend Tracker. Anche in questo caso una spy app, tarata per tutti coloro che volevano guardare al di là della privacy del proprio partner. Ma più «perfida» di mCouple, poiché presupponeva la sua installazione senza l'approvazione della ignara «vittima». In pratica se un uomo voleva stanare i flirt clandestini della propria fidanzata, doveva scaricare di nascosto l'app sul telefonino della ragazza, per poi seguire sul proprio, tutti i movimenti sospetti. Il costo? Una sciocchezza, appena due euro all'anno. Ma poi è misteriosamente sparita dalla circolazione, e anche responsabili di Google, non hanno lasciato dichiarazioni in merito. Ci sono, tuttavia, anche prodotti che lavorano al contrario, garantendo, dunque, la privacy di un don Giovanni o di una femme fatale e tenendo lontano ogni nostro documento da occhi indiscreti; compresi quelli della persona con cui dividiamo le mura di casa. Il giapponese Fujitsu F-Series, per esempio, non è una semplice app, ma addirittura un telefonino risalente al 2002. Con la chiusura a «conchiglia», vintage, nulla ha a che vedere con gli smartphone di oggi, ma è stato ideato appositamente per favorire doppie vite e avventure fedifraghe. È, infatti, in grado di conservare all'interno di una sorta di «scrigno» digitale, foto, messaggi, liste di chiamate, indirizzi e-mail e molto altro. Per chi invece non ha nulla da nascondere e non intende ricorrere ad «armi» appannaggio dell'universo investigativo, può affidarsi a Couple, l'app degli innamorati per antonomasia. Permette di creare un calendario personale, nel quale solo due utenti possono condividere tutto il materiale in esso contenuto; e, al contrario dei software precedenti, di far sapere in ogni istante dove ci si trova, per comunicare che per ogni strada e città, il cuore batte per una sola e unica persona.

Fonte Il Giornale.it

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