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L'importante é finire

La nostra intimità di coppia è una ‘presa in giro’. Manca l’entusiasmo, manca la passione, ma soprattutto manca il coraggio di lasciarsi, sento una vocina che mi dice “basta”. Come posso fare? Claudia

È evidente che la vostra coppia sia in crisi, ma è positivo che lei ne abbia preso coscienza e voglia trovare una

soluzione ‘civile’ che vi permetta di lasciarvi senza perdere la stima reciproca.

Molto spesso le coppie che vengono in terapia trascinano il loro rapporto senza avere il coraggio di lasciarsi. È importante imparare a chiedersi quali sono i bisogni personali e di coppia, poiché è il primo approccio indispensabile per avere una relazione felice, con se stessi e con il partner.

La voce sottile che lei sente dentro di lei, le mormora una verità che preferirebbe non ascoltare. Si tratta di percezioni che giacciono sepolte a un livello profondo, di cui lei è solo in parte consapevole. Ma per lasciar emergere le emozioni, soprattutto quando sono intense, è necessario che lei si apra all’ascolto di se stessa e del suo uomo, deve essere pronta a vedere le dinamiche di coppia attraverso una prospettiva più ampia e non abbia paura di ammettere i suoi limiti.

Forse solo ora lei è disposta a vedere i comportamenti del suo partner per ciò che sono realmente. Durante il periodo iniziale della relazione si tende a mostrare un atteggiamento di apertura e curiosità verso l’altro, tuttavia quel tratto caratteriale o quel ‘difettuccio’ che nella fase di innamoramento può apparire come una piacevole novità, trascorso un lasso più o meno lungo di tempo, diventa spesso un difetto irrimediabile, un vero ostacolo inaccettabile in grado di minare la felicità e logorare il rapporto.

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Le consiglio di chiedere a se stessa se è diventata meno tollerante oppure se sono emersi dei lati del suo partner che prima erano restati nascosti. Inoltre coltivi la comunicazione e soprattutto l’empatia. Una coppia ha sempre bisogno di sintonizzarsi per vivere emozioni e sensazioni. Questo non significa voler trasgredire, ma solo stupirsi, giocare, prendersi cura e amare nonostante le difficoltà e le abitudini.


Quando però la magia si rompe, non vi è più
complicità, la noia soffoca lo stupore, il partner
non è più un compagno, un alleato, ma una sorta di ‘zavorra’ che impedisce anche la crescita personale ed individuale. Quando diventa chiaro che non si vive più bene insieme è meglio affrontare la realtà e prendere in considerazione che lasciarsi è il gesto più civile e soprattutto che permette al vecchio sentimento d’amore di non deteriorasi.

Stima e positività devono essere i pilastri su cui creare ogni tipo di relazione e costituiscono un termometro capace di parlare del benessere di una coppia.

Nella difficoltà di troncare una relazione gioca un ruolo importante la paura di rimanere soli, insieme al timore di non avere abbastanza coraggio, e di sentirsi inadeguati alla situazione.

In realtà nessuno è abbastanza preparato, coraggioso, forte e sicuro di sé da affrontare le scelte difficili dell’esistenza senza un attimo di incertezza, eppure a piccoli passi è possibile rimettere in piedi la propria vita senza la necessità di essere per forza legati ad un’altra persona, soprattutto se non è più quella giusta per noi.

Le consiglio di essere sincera con se stessa e con il suo partner: non dovete far finta di nulla, non dovete aspettare che le cose migliorino da sole, dovete metterci impegno, ma se la magia è rotta, l’amore è finito, lapassione è scomparsa, allora meglio lasciarsi con rispetto e sincerità, in nome e nel rispetto di quel sentimento profondo ed autentico che avete provato nei momenti felici...e come cantava la grande Mina “L’importante è finire”.

Marco Rossi

Specialista in Psichiatria. Psicoterapeuta, Sessuologo Clinico. Presidente Società Italiana di Sessuologia ed Educazione Sessuale 

 

www.insalutenews.it

Lubrificanti sessuali: ecco quali usavano nell’antichità

 

Dall’olio di oliva alle alghe rosse, scopriamo quali sono i lubrificanti più strani che venivano usati durante il sesso nei secoli scorsi.

L’uso di lubrificanti rende i rapporti molto più piacevoli, soprattutto quando si tratta di sesso anale. Questo lo sapevano bene anche i nostri antenati, che per lubrificare gli organi sessuali usavano le sostanze più disparate.

Oggi grazie all’industria del sesso troviamo in commercio sex toys di ogni genere, per non parlare dei lubrificanti, che vanno da quelli aromatizzati a quelli con effetto caldo o freddo. Nei secoli scorsi, invece, bisognava arrangiarsi. Il sito web AlterNet ha raccolto in un recente articolo tutti i lubrificanti più strani che venivano usati nell’antichità. Vediamo quali sono!

Quali lubrificanti si usavano nell’antichità

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Gli antichi usavano spesso come lubrificante prodotti naturali, come gel d’aloe, olio vegetale e grasso animale. A farne largo uso erano soprattutto i Greci, che praticavano molto sesso, in quanto credevano che aiutasse a combattere depressione, indigestione, itterizia e mal di schiena. Essendo il sesso anale molto praticato nella civiltà greca, era ovvio che si sentisse la necessità di usare un lubrificante. Secondo alcune fonti, le prime testimonianze di utilizzo dell’olio d’oliva come lubrificante risalgono al 350 a.C., quando hanno cominciato ad essere prodotti anche i primi dildo in legno.

Anche Aristotele parla nei suoi scritti dell’uso di olio di oliva durante il sesso, spiegando come fosse considerato un contraccettivo. Anticamente l’olio d’oliva era un prodotto molto ricercato e veniva prodotto nelle case dei nobili e nei bordelli.

Nell’epoca Edo giapponese (1603-1868), invece, durante il sesso veniva usato come lubrificante il “tororo-jiru”, fatto con le patate, mentre i preservativi erano fatti con budella di animali. Nella stessa epoca, Cinesi e

Coreani usavano un liquido chiamato “carrageenan”, ricavato dalla bollitura di alghe rosse. Infine, nel 1904 iniziò la produzione industriale dei lubrificanti e venne inventato il famoso preparato K-Y, ancora oggi molto usato.

Fonte Donnaglamour

Tumore testicolo e pene

Tumore testicolo e pene. Prevenzione e diagnosi precoce ancora sconosciute in Italia: dall’Int 10 regole per la salute

Corretta igiene e autocontrollo costante, le norme basilari per la prevenzione e per la diagnosi precoce di queste forme tumorali che, se nelle fasi iniziali, si curano bene. Nel nostro Paese ancora troppi tabù radicati nelle famiglie che non insegnano ai bambini una corretta educazione. Si a vaccinazione anti Hpv anche nei maschi. In

tutto 2500 casi annui per il tumore del testicolo, 500 per il carcinoma del pene.

08 MAR - Scarsa cultura alla prevenzione, pudori e tabù che si originano nella famiglia. Risultato: diagnosi che continuano con troppa frequenza a essere tardive. "Stupisce come ancora oggi ci siano uomini che arrivano dall’oncologo con una patologia in fase avanzata. Purtroppo però i dati di alcuni anni fa non sono cambiati: otto uomini su dieci non si sottopongono neppure a una visita urologica nella loro vita. Così, ad esempio, non è raro che la diagnosi di un tumore dei testicoli avvenga casualmente, quando la coppia si rivolge a un Centro per problemi di infertilità". Così Roberto Salvioni, Direttore S.C. Chirurgia Urologica dell'INT, Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

Eppure basterebbe poco per cambiare l’approccio dei maschi alla prevenzione e alla diagnosi precoce: educarli fin da piccoli a un’attenta igiene e all’autocontrollo di genitali e pene. Sono le due regole salvavita che tutti dovrebbero rispettare a partire dai dieci anni. "Ai bambini va

insegnato come detergere correttamente le parti intime prima dell’inizio della vita sessuale – aggiunge Salvioni – Questo vale sempre e soprattutto per gli uomini che alla nascita non sono stati sottoposti alla circoncisione. Oggi è scientificamente assodato infatti che nelle popolazioni maschili dov’è presente questa pratica, il rischio di tumore del pene è molto basso".

La ragione? La preservazione del prepuzio, cioè della piega cutanea che ricopre il glande, fa sì che con grande facilità si formino ristagni di secrezioni. Alla lunga, si crea uno stato di irritazione cronica che rappresenta un fattore di rischio oncogeno. "Imparare a detergersi accuratamente, anche nella zona sotto il glande – puntualizza Salvioni – evita anche la fimosi, il principale fattore di rischio di tumore del pene. E’ la formazione di tessuto cicatriziale a seguito di una condizione infiammatoria cronica, che impedisce di scoprire il glande".

Il momento dedicato all’igiene personale diventa l’occasione per controllare anche i testicoli. A ribadirne l’importanza è l’American Cancer Society (www.cancer.org): l’acqua calda rilassa la pelle dello scroto rendendo più facile la palpazione. "Bisogna scardinare quei tabù che in molte famiglie sono ancora purtroppo ben radicati – sottolinea Salvioni –. Non c’è nulla di male nel toccarsi. Anzi. Proprio toccandosi i testicoli nel momento dell’igiene quotidiana è possibile cogliere differenze nella forma, oppure nella consistenza, che potrebbero essere un segnale precoce di malattia. Così come, osservando e palpando il pene, si possono trovare macchie, rigonfiamenti e in generale qualcosa di diverso dal solito, da segnalare al proprio medico".

Sì anche alla vaccinazione anti Hpv, perché la presenza di un’infezione da Papilloma virus aumenta il rischio da quattro a otto volte. Il vaccino è gratuito per i dodicenni, così come avviene già per le ragazzine ed è stata introdotta anche per i maschi la chiamata attiva, cioè tramite invito da parte della Asl. Unico “neo”, queste possibilità al momento non c'è in tutta Italia. "E’ un problema da risolvere in tempi rapidi perché stiamo notando un abbassamento dell’età di insorgenza del tumore del pene, legato alle infezioni virali da Papilloma virus – chiarisce Salvioni – Circa il 30

percento dei casi di tumore tra gli under 50, infatti, sono causati dall’HPV. Rendere disponibile la vaccinazione su tutto il territorio nazionale però non è sufficiente. Occorre potenziare l’informazione ai genitori di figli maschi sull’efficacia protettiva del vaccino nei confronti di questo carcinoma: il condom è un’efficace barriera, e per questo va sempre utilizzato, ma non permette una protezione totale contro il virus".

La scelta del trattamento e la probabilità di guarigione dipendono dallo stadio della malattia. "Il tumore del testicolo si cura con successo in nove casi su dieci quando la diagnosi è precoce – dice Salvioni – la chirurgia è la terapia principe, ma va eseguita solo in Centri di eccellenza. Abbiamo dati positivi elevati anche per quanto riguarda il tumore del pene: se viene colto precocemente, è possibile intervenire con un mix di laser e chemioterapia, con la conservazione dell’organo in oltre sei casi su dieci".

I numeri dei tumori maschiliTumore del testicolo. Nel 2017 sono attesi circa 2.500 nuovi casi, pari all’1% di tutti i tumori maschili. Negli uomini sotto i 50 anni è la neoplasia più frequente e rappresenta il 12% di tutti i casi incidenti, mentre nella fasce di età 50+ è una neoplasia piuttosto rara. Il rischio di sviluppare un tumore del testicolo è pari a 1 su 191: il rischio è molto elevato solo nei giovani e si riduce drasticamente nelle età avanzate.
Il trend di incidenza appare in aumento, statisticamente significativo (+1,9% per anno). L’incidenza mostra tassi lievemente più elevati nel Nord Italia, rispetto al Centro e al Sud. La sopravvivenza a 5 anni in Italia è pari al 90,2%, in linea con la media europea.

Tumore del pene. Nel 2017 sono attesi circa 500 nuovi casi. È frequente soprattutto negli over 50, con la maggiore concentrazione di casi nella fascia di età 75+ e un tasso di prevalenza simile nelle diverse aree geografiche. La sopravvivenza media a 5 anni si attesta intorno al 74%.

Le regole per la prevenzione del tumore del testicolo

• Controllare regolarmente fin dalla nascita la posizione dei testicoli e in

caso di mancata discesa di uno dei due organi, parlarne col pediatra per valutarne la correzione chirurgica. Il criptorchidismo, questo è il termine medico, può aumentare fino a dieci volte il rischio di tumore. Ma le probabilità si riducono se l'anomalia viene corretta chirurgicamente: il rischio è moltiplicato per due se l’intervento avviene prima dei sei anni di età e per cinque se è entro i 13 anni.

•Eseguire l’autopalpazione dei testicoli dalla pubertà in poi: effettuare una leggera pressione coi polpastrelli su tutta la superficie e verificarne anche aspetto e colore. Se il controllo viene eseguito regolarmente, come durante l’igiene personale, si impara a riconoscere gli eventuali cambiamenti da segnalare tempestivamente al medico.

• Valutare col medico un calendario di controlli se la mamma durante la gravidanza è stata esposta in modo protratto e intenso a sostanze che interferiscono con l’equilibrio endocrino e in particolare a pesticidi e a cloruro di polivenile (PVC). Lo stesso vale se l’esposizione è avvenuta nei primi tre anni di vita.

• Non fumare: il fumo raddoppia il rischio di cancro dei testicoli.

• Mantenere il diabete sotto controllo, se è presente: può incrementare le probabilità di infezioni alla pelle, compresa quella del pene.

Le regole per la prevenzione del tumore del pene

• Detergere le parti intime due volte al giorno e dopo ogni rapporto sessuale, sollevando il glande in modo da rimuovere bene le secrezioni che si raccolgono nel solco. La cura deve essere costante e deve iniziare dai dieci anni in poi.

•Effettuare la vaccinazione anti-HPV agli adolescenti, preferibilmente nell’arco del dodicesimo anno di vita

• Utilizzare sistematicamente il profilattico, che va indossato già durante i

preliminari

• Mantenere accuratamente coperti i genitali in caso di terapia con psoraleni e raggi UVA Questo trattamento, utilizzato per la cura della psoriasi, può aumentare il rischio di cancro del pene.

• Non fumare. Il fumo danneggia il DNA delle cellule del pene, favorendone la trasformazione in cellule oncogene. Fonte Quotidiano sanità

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Marco Rossi è Collaboratore di Psicologi Italia

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Marco Rossi è Presidente della Società Italiana di Sessuologia ed Educazione Sessuale

Marco Rossi e il Centro Medicina Sessuale

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Corso XX Settembre 22, Cremona

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Martedì 9 Maggio,  presso l’elegantissimo Chervò Golf Hotel spa & resort San Vigilio in località Pozzolengo  (a 5  min dall’uscita autostrada di Sirmione , BS), il Dott. Rossi terrà un incontro, con apericena, dal titolo EROS SENZA TABU' UN PERCORSO VERSO IL PIACERE. L'incontro, realizzato in collaborazione con La Chiave di Gaiasi pone come obiettivo quello di stimolare, interagire, incuriosire, informare ed arricchire la conoscenza verso l’argomento Eros senza Tabù . Per info e iscrizioni seguite questo link

 

 

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Il Dott. Marco Rossi ha una lunga esperienza nella organizzazione di eventi e nella partecipazione in qualità di relatore e/o moderatore a conferenze. Le tematiche trattate sono inerenti al singolo, alla coppia, a problematiche sociali e temi culturali riguardanti la sfera dei sentimenti e della sessualità senza mai tralasciare la componente psicologica.

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