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Lubrificanti sessuali: ecco quali usavano nell’antichità

 

Dall’olio di oliva alle alghe rosse, scopriamo quali sono i lubrificanti più strani che venivano usati durante il sesso nei secoli scorsi.

L’uso di lubrificanti rende i rapporti molto più piacevoli, soprattutto quando si tratta di sesso anale. Questo lo sapevano bene anche i nostri antenati, che per lubrificare gli organi sessuali usavano le sostanze più disparate.

Oggi grazie all’industria del sesso troviamo in commercio sex toys di ogni genere, per non parlare dei lubrificanti, che vanno da quelli aromatizzati a quelli con effetto caldo o freddo. Nei secoli scorsi, invece, bisognava arrangiarsi. Il sito web AlterNet ha raccolto in un recente articolo tutti i lubrificanti più strani che venivano usati nell’antichità. Vediamo quali sono!

Quali lubrificanti si usavano nell’antichità

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Gli antichi usavano spesso come lubrificante prodotti naturali, come gel d’aloe, olio vegetale e grasso animale. A farne largo uso erano soprattutto i Greci, che praticavano molto sesso, in quanto credevano che aiutasse a combattere depressione, indigestione, itterizia e mal di schiena. Essendo il sesso anale molto praticato nella civiltà greca, era ovvio che si sentisse la necessità di usare un lubrificante. Secondo alcune fonti, le prime testimonianze di utilizzo dell’olio d’oliva come lubrificante risalgono al 350 a.C., quando hanno cominciato ad essere prodotti anche i primi dildo in legno.

Anche Aristotele parla nei suoi scritti dell’uso di olio di oliva durante il sesso, spiegando come fosse considerato un contraccettivo. Anticamente l’olio d’oliva era un prodotto molto ricercato e veniva prodotto nelle case dei nobili e nei bordelli.

Nell’epoca Edo giapponese (1603-1868), invece, durante il sesso veniva usato come lubrificante il “tororo-jiru”, fatto con le patate, mentre i preservativi erano fatti con budella di animali. Nella stessa epoca, Cinesi e

Coreani usavano un liquido chiamato “carrageenan”, ricavato dalla bollitura di alghe rosse. Infine, nel 1904 iniziò la produzione industriale dei lubrificanti e venne inventato il famoso preparato K-Y, ancora oggi molto usato.

Fonte Donnaglamour

Tumore testicolo e pene

Tumore testicolo e pene. Prevenzione e diagnosi precoce ancora sconosciute in Italia: dall’Int 10 regole per la salute

Corretta igiene e autocontrollo costante, le norme basilari per la prevenzione e per la diagnosi precoce di queste forme tumorali che, se nelle fasi iniziali, si curano bene. Nel nostro Paese ancora troppi tabù radicati nelle famiglie che non insegnano ai bambini una corretta educazione. Si a vaccinazione anti Hpv anche nei maschi. In

tutto 2500 casi annui per il tumore del testicolo, 500 per il carcinoma del pene.

08 MAR - Scarsa cultura alla prevenzione, pudori e tabù che si originano nella famiglia. Risultato: diagnosi che continuano con troppa frequenza a essere tardive. "Stupisce come ancora oggi ci siano uomini che arrivano dall’oncologo con una patologia in fase avanzata. Purtroppo però i dati di alcuni anni fa non sono cambiati: otto uomini su dieci non si sottopongono neppure a una visita urologica nella loro vita. Così, ad esempio, non è raro che la diagnosi di un tumore dei testicoli avvenga casualmente, quando la coppia si rivolge a un Centro per problemi di infertilità". Così Roberto Salvioni, Direttore S.C. Chirurgia Urologica dell'INT, Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

Eppure basterebbe poco per cambiare l’approccio dei maschi alla prevenzione e alla diagnosi precoce: educarli fin da piccoli a un’attenta igiene e all’autocontrollo di genitali e pene. Sono le due regole salvavita che tutti dovrebbero rispettare a partire dai dieci anni. "Ai bambini va

insegnato come detergere correttamente le parti intime prima dell’inizio della vita sessuale – aggiunge Salvioni – Questo vale sempre e soprattutto per gli uomini che alla nascita non sono stati sottoposti alla circoncisione. Oggi è scientificamente assodato infatti che nelle popolazioni maschili dov’è presente questa pratica, il rischio di tumore del pene è molto basso".

La ragione? La preservazione del prepuzio, cioè della piega cutanea che ricopre il glande, fa sì che con grande facilità si formino ristagni di secrezioni. Alla lunga, si crea uno stato di irritazione cronica che rappresenta un fattore di rischio oncogeno. "Imparare a detergersi accuratamente, anche nella zona sotto il glande – puntualizza Salvioni – evita anche la fimosi, il principale fattore di rischio di tumore del pene. E’ la formazione di tessuto cicatriziale a seguito di una condizione infiammatoria cronica, che impedisce di scoprire il glande".

Il momento dedicato all’igiene personale diventa l’occasione per controllare anche i testicoli. A ribadirne l’importanza è l’American Cancer Society (www.cancer.org): l’acqua calda rilassa la pelle dello scroto rendendo più facile la palpazione. "Bisogna scardinare quei tabù che in molte famiglie sono ancora purtroppo ben radicati – sottolinea Salvioni –. Non c’è nulla di male nel toccarsi. Anzi. Proprio toccandosi i testicoli nel momento dell’igiene quotidiana è possibile cogliere differenze nella forma, oppure nella consistenza, che potrebbero essere un segnale precoce di malattia. Così come, osservando e palpando il pene, si possono trovare macchie, rigonfiamenti e in generale qualcosa di diverso dal solito, da segnalare al proprio medico".

Sì anche alla vaccinazione anti Hpv, perché la presenza di un’infezione da Papilloma virus aumenta il rischio da quattro a otto volte. Il vaccino è gratuito per i dodicenni, così come avviene già per le ragazzine ed è stata introdotta anche per i maschi la chiamata attiva, cioè tramite invito da parte della Asl. Unico “neo”, queste possibilità al momento non c'è in tutta Italia. "E’ un problema da risolvere in tempi rapidi perché stiamo notando un abbassamento dell’età di insorgenza del tumore del pene, legato alle infezioni virali da Papilloma virus – chiarisce Salvioni – Circa il 30

percento dei casi di tumore tra gli under 50, infatti, sono causati dall’HPV. Rendere disponibile la vaccinazione su tutto il territorio nazionale però non è sufficiente. Occorre potenziare l’informazione ai genitori di figli maschi sull’efficacia protettiva del vaccino nei confronti di questo carcinoma: il condom è un’efficace barriera, e per questo va sempre utilizzato, ma non permette una protezione totale contro il virus".

La scelta del trattamento e la probabilità di guarigione dipendono dallo stadio della malattia. "Il tumore del testicolo si cura con successo in nove casi su dieci quando la diagnosi è precoce – dice Salvioni – la chirurgia è la terapia principe, ma va eseguita solo in Centri di eccellenza. Abbiamo dati positivi elevati anche per quanto riguarda il tumore del pene: se viene colto precocemente, è possibile intervenire con un mix di laser e chemioterapia, con la conservazione dell’organo in oltre sei casi su dieci".

I numeri dei tumori maschiliTumore del testicolo. Nel 2017 sono attesi circa 2.500 nuovi casi, pari all’1% di tutti i tumori maschili. Negli uomini sotto i 50 anni è la neoplasia più frequente e rappresenta il 12% di tutti i casi incidenti, mentre nella fasce di età 50+ è una neoplasia piuttosto rara. Il rischio di sviluppare un tumore del testicolo è pari a 1 su 191: il rischio è molto elevato solo nei giovani e si riduce drasticamente nelle età avanzate.
Il trend di incidenza appare in aumento, statisticamente significativo (+1,9% per anno). L’incidenza mostra tassi lievemente più elevati nel Nord Italia, rispetto al Centro e al Sud. La sopravvivenza a 5 anni in Italia è pari al 90,2%, in linea con la media europea.

Tumore del pene. Nel 2017 sono attesi circa 500 nuovi casi. È frequente soprattutto negli over 50, con la maggiore concentrazione di casi nella fascia di età 75+ e un tasso di prevalenza simile nelle diverse aree geografiche. La sopravvivenza media a 5 anni si attesta intorno al 74%.

Le regole per la prevenzione del tumore del testicolo

• Controllare regolarmente fin dalla nascita la posizione dei testicoli e in

caso di mancata discesa di uno dei due organi, parlarne col pediatra per valutarne la correzione chirurgica. Il criptorchidismo, questo è il termine medico, può aumentare fino a dieci volte il rischio di tumore. Ma le probabilità si riducono se l'anomalia viene corretta chirurgicamente: il rischio è moltiplicato per due se l’intervento avviene prima dei sei anni di età e per cinque se è entro i 13 anni.

•Eseguire l’autopalpazione dei testicoli dalla pubertà in poi: effettuare una leggera pressione coi polpastrelli su tutta la superficie e verificarne anche aspetto e colore. Se il controllo viene eseguito regolarmente, come durante l’igiene personale, si impara a riconoscere gli eventuali cambiamenti da segnalare tempestivamente al medico.

• Valutare col medico un calendario di controlli se la mamma durante la gravidanza è stata esposta in modo protratto e intenso a sostanze che interferiscono con l’equilibrio endocrino e in particolare a pesticidi e a cloruro di polivenile (PVC). Lo stesso vale se l’esposizione è avvenuta nei primi tre anni di vita.

• Non fumare: il fumo raddoppia il rischio di cancro dei testicoli.

• Mantenere il diabete sotto controllo, se è presente: può incrementare le probabilità di infezioni alla pelle, compresa quella del pene.

Le regole per la prevenzione del tumore del pene

• Detergere le parti intime due volte al giorno e dopo ogni rapporto sessuale, sollevando il glande in modo da rimuovere bene le secrezioni che si raccolgono nel solco. La cura deve essere costante e deve iniziare dai dieci anni in poi.

•Effettuare la vaccinazione anti-HPV agli adolescenti, preferibilmente nell’arco del dodicesimo anno di vita

• Utilizzare sistematicamente il profilattico, che va indossato già durante i

preliminari

• Mantenere accuratamente coperti i genitali in caso di terapia con psoraleni e raggi UVA Questo trattamento, utilizzato per la cura della psoriasi, può aumentare il rischio di cancro del pene.

• Non fumare. Il fumo danneggia il DNA delle cellule del pene, favorendone la trasformazione in cellule oncogene. Fonte Quotidiano sanità

Fare sesso in inverno

Tanti buoni motivi per fare

sesso dʼinverno

Malanni di stagione addio: sotto le coltri lʼintimità regala molti benefici per la nostra salute... non solo fisica!

2 marzo 201805:00

Freddo? Neve? Temperature sottozero che solo all'idea di uscire per fare la spesa sentiamo i brividi e ci si congelano i piedi e le idee? Ecco allora un consiglio prezioso: diamo spazio all'erotismo per tenerci lontani da bronchiti e raffreddori, rimetterci in linea bruciando calorie, tonificare i muscoli e mantenerci giovani e tenere viva la fiamma della passione Qui qualche suggerimento per scaldare il nostro eros tra le lenzuola.

Durante la stagione invernale si sa, siamo pieni zeppi di impegni: lavoro, scuola, famiglia e chi più ne ha, più ne metta. Se poi aggiungiamo che il weekend è il momento per potersi dedicare a quanto abbiamo trascurato durante la settimana, bucati, pavimenti da lavare, pile di roba da stirare, spesa come se stesse per scoppiare la guerra nucleare, alla domenica sera l'unica cosa che ci tiene in piedi è sperare che il lunedì arrivi in fretta.

A questo punto il sesso è finito nel dimenticatoio, con buona pace della vita di coppia.
Un disastro autentico?Diciamo che se a tutto questo aggiungiamo che la mancanza di luce ha un impatto significativo sull’umore, dato che il sole stimola la produzione di serotonina, un anti depressivo naturale, e che il livello di testosterone, l'ormone legato al desiderio sessuale, tende a diminuire durante l'inverno, siamo messi messi davvero maluccio.

Ecco allora come riaccendere la passione e approfittare del cattivo tempo per concedersi un po' di coccole rafforzando la coppia e migliorando la nostra salute.

You can leave your hat on: bando al pigiamone di pile e alle camicie da notte antifreddo che sembrano uno scafamdro inespugnabile. La nudità è un ottimo afrodisiaco naturale, ammirare il nostro corpo è fonte di enorme eccitazione e chissenefrega del chilo di troppo o della smagliatura: sottoveste di seta, babydoll e biancheria di pizzo faranno passare in secondo piano qualsiasi difettuccio e accenderanno il desiderio. Ricordiamoci che per i signori uomini la vista è fondamentale per accendere e mantenere l’eccitazione, quindi spogliarsi sarà d'obbligo... e stare sotto al piumone anche!

Antiage naturale: durante un rapporto intimo vengono sprigionati ormoni che ci aiutano a migliorare la circolazione sanguigna, irrorano i vasi e perciò mantengono vivi e tonici i nostri tessuti. Pare che le coppie che hanno una vita sessuale piuttosto intensa dimostrino meno della loro età. Per la serie: mai più senza!

 

By bye raffreddore: studi scientifici effettuati presso la Wilkes University in Pennsylvania, le persone che fanno spesso l’amore hanno maggiori quantità di immunoglobuline A, ossia gli anticorpi che proteggono dai virus. Quindi, contro il malanni di stagione sì al sesso, fatto spesso e volentieri, siamo per i rimedi naturali.

Colesterolo addio: il freddo indubbiamente mette più appetito, e quindi in inverno si tende a mangiare di più, senza contare che tra il Natale, capodanno e Carnevale i cibi calorici e i dolci certamente non mancano. Fare sesso, oltre a farci consumare calorie (circa 200 per ogni rapporto, apri a circa 20 minuti di cyclette!), ci aiuta ad abbattere i livelli di colesterolo cattivo. Non male, soprattutto se pensiamo che un basso livello di colesterolo LDL ci mette al riparo dal rischio di malattie cardiovascolari. Il cuore comanda.

Altro che camomilla: lo abbiamo provato tutti, dopo il sesso viene sonno. Il perché è presto detto: durante un rapporto intimo vengono rilasciate sostanze come la dopamina, che aiutano a rilassarsi e a riposare meglio. Dormire sonni tranquilli fa bene all'umore, alla concentrazione, alla pelle e ci fa sentire rilassati e sereni, con grande soddisfazione del nostro partner. A questo punto, niente di meglio che trascorrere qualche ora al calduccio tra le braccia della nostra dolce metà per allontanare lo stress e vedere la vita sotto un'latra prospettiva: salute, bellezza e legami sentimentali sentitamente ringraziano. Fonte Tgcom

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Marco Rossi è Collaboratore di Psicologi Italia

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Marco Rossi è Presidente della Società Italiana di Sessuologia ed Educazione Sessuale

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Martedì 9 Maggio,  presso l’elegantissimo Chervò Golf Hotel spa & resort San Vigilio in località Pozzolengo  (a 5  min dall’uscita autostrada di Sirmione , BS), il Dott. Rossi terrà un incontro, con apericena, dal titolo EROS SENZA TABU' UN PERCORSO VERSO IL PIACERE. L'incontro, realizzato in collaborazione con La Chiave di Gaiasi pone come obiettivo quello di stimolare, interagire, incuriosire, informare ed arricchire la conoscenza verso l’argomento Eros senza Tabù . Per info e iscrizioni seguite questo link

 

 

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Il Dott. Marco Rossi ha una lunga esperienza nella organizzazione di eventi e nella partecipazione in qualità di relatore e/o moderatore a conferenze. Le tematiche trattate sono inerenti al singolo, alla coppia, a problematiche sociali e temi culturali riguardanti la sfera dei sentimenti e della sessualità senza mai tralasciare la componente psicologica.

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