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Com'è cambiato il modo di intendere e di vivere il sesso con la tecnologia?

Com'è cambiato il modo di intendere e di vivere il sesso con la tecnologia? Lo abbiamo chiesto a due esperti del settore.

In un mondo in cui tutto corre veloce, anche il sesso si è dovuto adeguare: oggi con le app di dating appare più semplice conoscersi. Vedo – clicco – scelgo e in un attimo si è seduti al tavolo per un caffè con un potenziale partner. Ma è davvero così facile poi intrattenere una relazione? E tutta questa tecnologia ha portato a vivere il sesso in maniera più libera e disinvolta oppure è ancora un tabù?

Abbiamo rivolto queste domande a due professionisti del settore, per indagare in modo più approfondito il mondo del sesso 3.0: Marco Rossi, psichiatra e sessuologo, volto noto di programmi come Loveline, in onda su Mtv, o Sessolosapessi, su Odeon Tv; e Sara Gaiani, sensual trainer de La Chiave di Gaia, ideatori e promotori di incontri e aperitivi in cui si parla non solo di sesso senza inibizioni e remore, ma anche di benessere sessuale, con approfondimenti anche da un punto di vista medico.

Dottor Rossi, com’è cambiato il modo di approcciarsi al sesso oggi?
«Il mondo sta cambiando a una velocità stupefacente, e anche i più “classici e tradizionali” rituali del corteggiamento o del tradimento si sono dovuti adeguare alle nuove tecnologie: nell’era del 3.0 alla freccia di Cupido si è sostituito il click del mouse!

La virtualizzazione dell’incontro genera aspettative di ipervelocità seduttiva, stile “vedo-scelgo-clicco-incontro”; questa velocità ha contagiato anche la vita sociale e soprattutto quella erotica. Non è più tempo ormai per le palpitazioni al cuore in attesa di una telefonata, un sms, l’ansia del primo appuntamento o della prima volta. Tempi passati, superati. Nell’era di Internet ai piaceri reali sotto le lenzuola, si preferiscono quelli puramente virtuali, fatti di tute, televibratori, genitali computerizzati e video interattivi. L’aspetto più preoccupante del fenomeno delle nuove relazioni sempre più “virtuali” è però l’alto tasso di disagio psicologico che ne consegue e soprattutto la totale dipendenza e incapacità poi di avere un rapporto sessuale vero e soddisfacente. Più intensa è l’attività sessuale online, più alto è il livello di depressione e di ansia».

Le app di dating hanno semplificato o complicato il flirt, l’incontro, l’innamoramento?
«Più che semplificato, le hanno “velocizzate”. Ormai la seduzione via Internet ha un nome: Gatsbying, ovvero una tecnica di seduzione che potremmo dire a distanza, perché di fatto non comporta dialogo né alcun ammiccamento virtuale diretto con la “preda”. Si tratta piuttosto di creare l’atmosfera giusta, proprio come faceva Gatsby, da cui deriva il nome della tecnica, organizzando feste lussuose a base di alcool per conquistare la donna del momento.

Nella pratica, basta postare sui social network utilizzati anche da lui/lei scatti studiati nei minimi dettagli, con sguardi maliziosi, trucco impeccabile, abiti provocanti, che attirino l’attenzione. Banditi però i messaggini e i like al suo profilo. Il Gatsbying, quindi, è una tecnica per testare il suo interesse, una sorta di pre-corteggiamento allusivo ma mai diretto. Molto amato dai millennials, sta divenendo popolare anche tra i giovanissimi e i più maturi. Ma il rischio del Gatsbying è l’assenza di responsabilità, perché così non si è costretti a mettersi in gioco in modo diretto, schivando il problema di un eventuale rifiuto.

Purtroppo con la stessa velocità con cui ci si incontra e si chatta… ci si lascia anche, grazie al ghosting, usato per descrivere l’atto di scomparire dalla vita di un partner, ignorando le chiamate, i messaggi di testo e i messaggi dei social media. Fino a oggi il termine di una relazione era legato a un “punto di arrivo” in cui la coppia, per scelta di uno dei due o di entrambi, sceglievano di porre fine alla relazione. Ma con le nuove tecnologie, la semplice interruzione dei contatti digitali con il partner è diventato un modo semplice per segnalare la fine di una relazione».

Le relazioni che nascono oggi che difficoltà incontrano a causa della tecnologia? «Lʼuso eccessivo della tecnologia condiziona in negativo la coppia sia da un punto di vista relazionale che sessuale. Secondo i dati del Censis, il 73% degli italiani è connesso (troppo) a Internet. Vale per i single, ma anche per le coppie. Un’eccessiva attenzione tecnologica ci allontana però dalla vita sessuale: non solo il sesso si fa meno, ma si fa anche peggio. Una ricerca dellʼUniversità di Pittsburg, per esempio, ha rilevato che vivere costantemente sui social network può provocare difficoltà di erezione per lui e unʼansia da rapporto sessuale per lei.

Oggi il terzo incomodo non è più l’amante in carne e ossa, ma il telefonino: sono circa 3 su 10 (28%) gli uomini che dedicano tutte le serate a mouse e tastiera, mentre quasi una donna su 2 (43%) non si separa dal telefonino nemmeno sotto le lenzuola.

Questo ha delle conseguenze deleterie sulla coppia: secondo uno studio condotto da un gruppo della statunitense Cleaveland Clinic, il telefonino avrebbe effetti negativi anche sulla qualità dello sperma: gli spermatozoi risulterebbero meno numerosi, meno mobili e meno potenti. Non solo, per colpa del cellulare sempre sul comodino, la frequenza dei rapporti sessuali scende drasticamente, fino a registrare percentuali altissime come il 70% in meno».

C’è da dire però che la tecnologia negli ultimi anni ha anche ampliato gli orizzonti e ha invitato le persone a parlare e a vivere il sesso anche più liberamente. Merito anche di nuove figure professionali, come la sensual trainer Sara Gaiani, founder de La Chiave di Gaia: «Da semplice venditrice a domicilio di alcuni strumenti o gadget per movimentare la vita sessuale, come lubrificanti o sex toys, mi sono resa conto che non bastava vendere: le persone avevano bisogno di essere educate e accompagnate in questo percorso di prodotti erotici e di salute sessuale. Così è nata la professione della sensual trainer, una figura formata che accompagna la donna e la coppia verso un percorso tra la testa, il cuore e il sesso. Durante gli incontri a domicilio, espongo e spiego diversi prodotti, come palline della geisha, oli da massaggio, sex toys… Lo scopo è parlare di sesso e sessualità in contesti “normali” per eliminare tanti tabù e soprattutto cercare di vivere al meglio la propria sessualità».

Ma è cambiato il modo di intendere il sesso negli ultimi anni? E se sì, com’è cambiato per le donne e per gli uomini?
«Non è affatto cambiato, è un argomento ancora tabù, anzi, negli ultimi anni direi che siamo un po’ tornati indietro… Forse le donne hanno un po’ più di consapevolezza delle loro esigenze sessuali e cercano di comunicarle di più ai loro partner, mentre gli uomini piano piano capiscono che le donne cambiano con il tempo e vanno soddisfatte e comprese nelle loro fantasie».

Prodotti erotici: com’è cambiato l’approccio a questi giochi? Quali sono le novità in tema di sex toys?
«Il mercato si è concentrato molto di più sul piacere femminile, per questo i sex toys che negli ultimi due anni hanno spopolato sono di sicuro quelli dedicati al piacere clitorideo. Esistono poi quelli tecnologici, che possono essere telecomandati. L’innovazione però non sta solo nell’alta tecnologia, ma anche nella comodità dell’uso di un’app, che può consentire di fare sesso a distanza. Infine, l’ultima frontiera sono i robot e le bambole che fanno sesso solo se si è gentili con loro. Raccomando però sempre di acquistare prodotti di qualità che tutelino la salute sessuale, presentati da personale preparato: non basta consultare il web e comprare il primo prodotto che capita. Un sesso migliore passa anche da questo».

E i giochi di ruolo? Vi è ancora tabù nei confronti di queste pratiche?
«Lo scambio di ruoli nelle coppie etero è ancora un po’ tabù, anche se le donne lo desiderano fortemente, ma è più difficile convincere gli uomini perché associano quasi sempre la penetrazione su di essi come un atto omosessuale. Vi è un po’ più di apertura quando la coppia si informa e capisce i vantaggi che questa pratica può dare sia per la salute sessuale (per esempio, per gli uomini stimolare la prostata dall’ano ha dei riscontri benefici) sia di comunicazione (la coppia che usa queste pratiche spesso smussa di più le liti quotidiane). Riguardo le pratiche BDSM, le coppie di oggi le praticano molto di più, avvicinandosi in modo soft, cominciando dall’acquisto di mascherine, manette e frustini. In ogni caso, sono le donne, in genere dai 38 ai 60 anni, con un alto livello di cultura e attive sessualmente con i partner a essere molto più aperte a voler sperimentare».

I giovani di oggi come vivono il sesso e la sessualità? Tutta questa libertà in fatto di fruibilità e di tecnologia ha reso più libero anche il sesso?
«Nel sesso sono sempre più aggiornate e consapevoli le donne: noto un forte cambiamento in loro nell’età dai 22 ai 32 anni: sono ragazze che si informano e che hanno voglia di prendersi cura della loro sfera sessuale. I ragazzi più che altro le assecondano. Più oscura l’età dai 16 ai 22, dove i pericoli sono maggiori: i giovani di oggi da dati statistici hanno meno rapporti rispetto alle generazioni precedenti, forse a causa di tutta questa tecnologia che ostacola la comunicazione verbale e corporea! Per loro è molto più facile essere liberi davanti a una telecamera o a una fotocamera, mentre non sanno farci a un incontro fisico, caricandolo di aspettative e finendo per sentirsi inadeguati».

Tirando le somme, la tecnologia è una cosa positiva o negativa per la coppia?Nella nostra gallery, trovate i pro e i contro illustrati dal dottor Rossi. 

  • Pro: sono possibili relazioni anche a distanza
  • Ci si può vedere, chattare e anche “ fare l’amore” a distanza con i nuovi telefoni collegati ai sex toys. 8 persone su 10 restano per esempio sempre in contatto con il proprio partner online anche quando sono distanti e il 62% concorda sul fatto che comunicare attraverso i dispositivi mobili e tramite Internet aiuti a sentirsi più vicini alla propria metà, soprattutto quando si è all’inizio di una storia e ancora non si convive (il 75%). In molti sostengono addirittura che la propria relazione sia migliorata grazie alla condivisione di attività online, dispositivi e account.
  • Immagine tratta dalla serie tv Gossip girl
  • Pro: velocità e facilità
  • Le relazioni sono più veloci, si può “socializzare “ e ci si può incontrare più facilmente.
  • Pro: anche per iscritto ci si può “annusare” molto bene
  • Per iscritto spesso si ha il coraggio di esternare le emozioni che di persona non si riuscirebbero a esprimere. Le parole scritte non impegnano e vivono di desideri e fantasia. Lo scrittore Daniel Glattauer diceva che “Scrivere è come baciare, solo senza labbra. Scrivere è baciare con la mente”. 
  • Contro: usare i social riduce le prestazioni a letto
  • A dirlo è uno studio della Durex: nel Regno Unito ha esaminato un campione di coppie per capire quanto passare troppe ore sui vari Facebook, Instagram, Twitter, Whatsapp, incida negativamente sul rapporto di coppia, specie sul lato prettamente fisico. Ebbene, si è scoperto che le coppie che passano in media un'ora al giorno sui social, ha rapporti sessuali solo 2 o 3 volte a settimana. Ma non solo, gli uomini durerebbero sempre meno e sarebbero largamente afflitti da eiaculazione precoce. Ciò perché il pensiero è rivolto sempre ai social, come un'ossessione: sia la mattina presto che la sera tardi prima di addormentarsi, invece di coccolare il partner, si consulta il proprio profilo social.
  • Contro: i social si stanno sostituendo alle persone
  • Sempre più persone (soprattutto donne) preferiscono il sexting al sesso. 
  • Contro: e le coccole?
  • Dopo il sesso non ci sono più le coccole o la sigaretta, ma i selfie!
  • Contro: non si comunica più
  • Non esiste più scambio verbale e confronto senza l’utilizzo e il supporto di smartphone o chat e computer. Una triste realtà che accompagna “l’avatar moderno”, incapace di essere qualcosa o qualcuno senza il giudizio e l’approvazione altrui. 

fonte vanity fair

Coppia ed altruismo

Si tiene in piedi una relazione anche per non far soffrire il partner 

Studio, l'altruismo tiene in piedi rapporti ormai finiti 

Ma se l'amore finisce, perché c'è chi continua a non rompere il rapporto di coppia? Un nuovo studio fa emergere un fattore tutto particolare: l'altruismo. In sostanza, si pensa che l'altro possa aver bisogno di mantenere in piedi questa relazione. Dunque, per porre fine a un rapporto d'amore non si considerano solo i propri desideri, ma anche quelli degli altri. Ad arrivare a questa conclusione sono stati gli studiosi canadesi e statunitensi, in un lavoro che è stato pubblicato sul Journal of Personality and Social Psychology. 

 

Una ricerca precedente aveva mostrato che il tempo, le risorse e le 

emozioni investite possono essere fattori che possono portare a decidere di porre fine a una relazione romantica. Altri studi dimostrano anche che una persona può scegliere di rimanere in una relazione insoddisfacente se l'alternativa (come quella di restare soli o di avere a che fare con nuovi partner disponibili) sembra meno attraente. "In quei casi, decidere di rompere il rapporto o di continuare con forza la relazione era basato sull'interesse personale", ha detto Samantha Joel, autrice principale dello studio e docente di psicologia all'Università dello Utah. 

Ma il nuovo studio mostra la prima prova che le decisioni su una relazione romantica insoddisfacente possono coinvolgere una componente altruistica. "Quando le persone percepivano che il partner era fortemente impegnato nel rapporto, erano meno propensi alla rottura - ha continuato Joel -. Questo è vero anche per le persone che non erano realmente impegnate nella relazione o che erano personalmente insoddisfatte. In generale, dicono 'non vogliamo danneggiare i nostri partner e ci preoccupiamo di ciò che vogliono'". (ANSA). 

Tumori infantili e deficit erettili

Tumori infantili. Importante diagnosi precoce di disfunzione erettile

La disfunzione erettile è un disturbo che si manifesta con una certa frequenza nei maschi che sopravvivono a un tumore infantile. Si tratta, tuttavia, di una condizione modificabile, soprattutto se è diagnosticata precocemente

22 OTT (Reuters Health) – La disfunzione erettile è un disturbo comune in chi ha avuto un cancro in età infantile; per questo è importante che i pazienti possano beneficiare di una diagnosi precoce. “I nostri dati supportano l’ipotesi che la disfunzione erettile sia una condizione modificabile in questi uomini”, affermano gli autori dello studio pubblicato su Jama Oncology, guidati da Laura van Iersel.

Lo studio

Lo studio ha coinvolto 956 persone (età media 31 anni) che avevano ricevuto la diagnosi di cancro infantile almeno 10 anni prima Per gli 873 partecipanti che erano sessualmente attivi è stato usato l’International Index of Erectile Function, mentre ai non attivi è stato somministrato un questionario con domande sui problemi a raggiungere e mantenere l’erezione.

I risultati

Problemi di disfunzione erettile sono stati riportati da 277 uomini (il 29% dei partecipanti). Tra i sessualmente attivi, i fattori di rischio indipendenti per la disfunzione erettile includevano l’età più giovane e bassi livelli di testosterone. I partecipanti più insoddisfatti dell’immagine del loro corpo e con bassa massa muscolare magra sono stati più propensi a riportare disfunzione erettile, indipendentemente dal fatto che fossero o meno attivi

sessualmente. Nella coorte generale l’appartenenza all’etnia afro- americana è stata individuata come fattore di rischio.

Le evidenze

Gli autori suggeriscono come l’ipogonadismo, che spesso non viene diagnosticato nei sopravvissuti a cancro infantile (Ccs), “potrebbe spiegare le associazioni tra bassi livelli di testosterone, scarsa massa magra e disfunzione erettile. I medici dovrebbero essere consapevoli che un’appropriata gestione dell’ipogonadismo potrebbe migliorare la funzionalità sessuale compromessa in questi pazienti”.

La carenza di testosterone può essere causata da alcuni tipi di farmaci chemioterapici, in particolare agenti alchilanti e radioterapia per il cervello o i testicoli.

Fonte: Jama Oncology 2018

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Marco Rossi sui Social Network

 

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Marco Rossi è Collaboratore di Psicologi Italia

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Marco Rossi è Presidente della Società Italiana di Sessuologia ed Educazione Sessuale

Marco Rossi e il Centro Medicina Sessuale

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A Milano presso il Nyx Hotel Milano  martedì 16 ottobre alle 19 si terrà una conferenza esclusiva organizzata da La Chiave di Gaia in collaborazione con il Dottor Marco Rossi sessuologo e psichiatra e la fondatrice e sensual trainer Gaia.

Parleremo di Sessualità 3.0 : cambiamenti e nuove tendenze all’epoca del 3.0 nella donna , nella coppia e non solo.

Come la tecnologia ha cambiato il sesso e la sessualità?

Tecnologia e cambiamenti sociali sono un bene o un male per la sessualità?

La serata è esclusiva con posti limitati e solo su prenotazione!

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Il Dott. Marco Rossi ha una lunga esperienza nella organizzazione di eventi e nella partecipazione in qualità di relatore e/o moderatore a conferenze. Le tematiche trattate sono inerenti al singolo, alla coppia, a problematiche sociali e temi culturali riguardanti la sfera dei sentimenti e della sessualità senza mai tralasciare la componente psicologica.

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