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La stagionalità della seduzione

I risultati hanno dimostrato che i punteggi attribuiti alla categoria “viso” rimangono pressoché stabili nel tempo, mentre per la categoria “forma del corpo” si evidenzia una variazione caratterizzata da punteggi più bassi in estate e più alti in inverno, ossia una minor capacità di attrazione nella stagione estiva contrapposta ad una maggiore capacità in inverno.

Ogni anno ai telegiornali, su riviste o on-line viene redatta almeno una classifica relativa alle donne più sexy del mondo, creando in molti casi vere e proprie “icone sexy” cui molte donne aspirano di somigliare e che molti uomini sognano di incontrare. I criteri di formulazione di queste classifiche sono molteplici, ad esempio i lineamenti del viso o il colore dei capelli, e considerati universalmente condivisibili.

Ebbene, per anni ci siamo sbagliati. Infatti secondo una ricerca dell’Università di Breslavia, in Polonia, condotta da Pawlowski e Sorokowski (2008) risulta che il criterio che determina quanto una donna sia attraente è la stagione: infatti agli occhi degli uomini le donne sono più attraenti in inverno.

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Nelle diverse stagioni le persone mostrano variazioni nei livelli ormonali, nel carattere e nella percezione. Pawlowski e Sorokowski ritengono che queste fluttuazioni stagionali potrebbero causare variazioni anche nella percezione delle capacità di attrazione sia di se stessi che degli altri.

Lo studio è stato condotto nell’arco di cinque stagioni (da inverno 2004 ad inverno 2005) su 114 uomini di Breslavia e dintorni e di età compresa tra i 16 e i 53 anni, cui è stato chiesto di valutare la piacevolezza di immagini femminili presentate in modo casuale e suddivise in 3 categorie differenti, tra cui anche forma del corpo (attraverso foto di donne in costume da bagno) e viso.

Per ogni stimolo era possibile dare un punteggio che andava da un minimo di 1 (poco attraente) ad un massimo di 9 (molto attraente). Per ogni stagione sono stati poi combinati i punteggi assegnati agli stimoli della stessa categoria.

Gli sperimentatori, ad ogni sessione di valutazione, hanno anche chiesto ai partecipanti se avessero in corso una relazione sentimentale e la relativa durata e raccolto il punteggio di attrazione della partner, con lo stesso metodo utilizzato per gli stimoli.

Quello che è merso dai risultati è che i punteggi attribuiti alla categoria “viso” rimangono pressoché stabili nel tempo; mentre per la categoria “forma del corpo” si evidenzia una variazione caratterizzata da punteggi più bassi in estate e più alti in inverno, ossia una minor capacità di attrazione nella stagione estiva contrapposta ad una maggiore capacità in inverno.

Per quanto riguarda i punteggi relativi alla capacità di attrazione delle partner non sono risultate alterazioni significative, anche se si è riscontrato un leggero calo in estate.

Secondo gli autori la stagionalità osservata potrebbe essere legata all’effetto “contrasto”: in estate gli uomini sarebbero maggiormente esposti a corpi femminili, piuttosto che in inverno, aumentando anche la probabilità di vedere donne molto attraenti, tendono di conseguenza a valutare meno attraenti un numero maggiore di donne.

Mentre per quanto riguarda la categoria “viso” non emergerebbe lo stesso effetto, dal momento che nella vita reale non esiste una variabilità stagionale legata all’esposizione a tali stimoli: il viso è scoperto per la maggior parte dell’anno.

Quindi, secondo questo studio, è più facile che un uomo consideri una donna più attraente in inverno perché non è abituato a vederla in costume da bagno…allora forse per essere sempre attraenti le donne dovrebbero usare il cappotto d’estate e il bikini in inverno?

In attesa di una risposta, per il futuro sarebbe interessante verificare e chiarire con ulteriori studi se queste differenze di valutazione rispetto alle capacità attrattive degli altri potrebbero essere effettivamente correlate alle fluttuazioni stagionali di livelli ormonali, carattere e percezione; e indagare anche se la variabile “genere” può avere un ruolo significativo, assegnando questa volta alle donne il compito di dare i punteggi ad immagini maschili. fonte stateofmind

Motivi per chiudere una storia

7 motivi per concludere una storia. Ci sono relazioni che funzionano per forza di inerzia, storie che vanno avanti per anni nella più totale apatia, coppie che stanno insieme per mille ragioni diverse eccetto che per amore. L’abitudine all’odio o all’indifferenza procura una sorta di piacere masochistico, è come il miele per le api, una droga (letale) di cui non si può fare a meno. Ma qual è il punto di non ritorno? E come accorgersene prima di cadere nella trappola della dipendenza? Ecco 7 motivi per dire stop a una storia che ci sta distruggendo.

Litigi quotidiani

E’ uno dei segnali d’allarme che anticipano la fine della relazione perché l’amore non tollera offese e ingiustizie continue. Si nutre invece di rispetto, vive di piccole attenzioni, si alimenta di carezze. Se le liti entrano a far parte della quotidianità sfociando in episodi di estrema violenza verbale, per non parlare di quella fisica, la storia è evidentemente compromessa e l’amore, sempre che ci sia mai stato, una chimera del passato.

Indifferenza

L’altra faccia della coppia in crisi è l’indifferenza che di solito subentra quando si è spenta ogni forma di condivisione. La storia si trascina in una sorta di rassegnazione reciproca cui ci si adatta per molteplici ragioni: figli, necessità economiche, semplice paura del cambiamento.

Assenza di progettualità

L’assenza di progettualità è senz’altro un campanello d’allarme che dovrebbe far riflettere sulla propria relazione. Una coppia sana si proietta nel futuro insieme pur mantenendo i dovuti spazi individuali. Escludere completamente l’altro dai propri piani è segno che qualcosa non funziona.

Desiderio di cambiamento

Un sano desiderio di cambiamento non è per forza un segnale negativo per la coppia purché non si tratti di una fuga dalla realtà presente e dal partner stesso. Se delle vostra vita relazionale cambiereste tutto, evidentemente non ne siete abbastanza soddisfatte.

Non avere voglia di uscire insieme

Durante la fase di innamoramento le coppie escono di frequente, si scambiano carezze in pubblico, partecipano con entusiasmo alla vita sociale. E’ l’amore a renderle così piacevoli, socievoli, affiatate. Ma quando il sentimento si affievolisce rimpiazzato dall’odio o dall’indifferenza, la voglia di condividere scema progressivamente trasformandosi in un tedioso, opprimente obbligo.

Detestare i suoi difetti

Nemmeno l’amore tollera certi difetti ma certamente aiuta a sopportarli. In sua assenza accade il contrario, il fastidio per quella risata troppo sguaiata, per quella faccia troppo ebete, per quell’atteggiamento troppo immaturo è talmente intenso da suscitare disprezzo se non addirittura odio.

Ignorare i rimproveri

Se inizialmente ci si sforza di accontentare l’altro e in qualche modo di evitare i suoi rimproveri, quando il rapporto è al capolinea subentra un atteggiamento di indifferenza. Non si fa nulla per evitare la disapprovazione perché consapevoli che non ne vale la pena. fonte coppia pour femme

Sesso da single

Sesso e amore per i single "di ritorno"

Quando una storia importante finisce è tempo di riprendere in mano la propria vita... e il proprio corpo

07:00 - Percepire di nuovo il proprio essere sensuale, l'appeal epidermico in grado di scatenare emozioni dimenticate, è un esercizio da riscoprire giorno dopo giorno. L'obiettivo? Tutt'altro che conoscere un nuovo partner, incontrare l'unica persona a cui davvero vale la pena dare attenzione e che per troppo tempo si è finito per ignorare: noi stessi.

Trascorsa la burrasca, un capitolo si chiude e all'improvviso ecco che appare un nuovo episodio della tua vita, spesso inaspettato e che non avresti mai immaginato, magari alle soglie dei quarant'anni o cinquanta: sei di nuovo single.

L'effetto può essere decisamente differente a seconda del carattere e della situazione di ognuno: di frequente dopo un periodo di eccitazione all'idea della ritrovata libertà subentra un senso di inadeguatezza e tristezza. Viceversa, per chi percepisce come acutamente doloroso il nuovo inizio da single, in seguito accade di sperimentare nuova forza, capacità di ripresa, riscatto di se stessi. Il senso di vuoto è qualcosa con cui dovrai necessariamente fare i conti, inutile dirsi il contrario: godi di questo tempo perché rappresenta un momento unico e prezioso in cui poter fare i conti con te stesso e la vita, riprendere le passioni che amavi, percepire la solitudine, dura e bellissima. Non è possibile chiudere una storia importante come un matrimonio senza dedicare un periodo a scoprire la propria solitudine: datti tempo. Tempo per piangere e dare sfogo al tuo dolore: ogni fine è un lutto ed è giusto darsi la possibilità di esprimere le proprie emozioni senza sentirsi in colpa.

Potrai rialzarti solo quando avrai pianto la fine di ciò che credevi fosse per la vita. Lentamente inizia a riflettere sulla tua storia d'amore guardandola come un film, dall'esterno: ora puoi vedere con lucidità e obiettività i tentativi di ognuno di andare verso l'altro, i punti su cui non è stato possibile avere una visione comune, le incomprensioni e l'incapacità, a volte data dall'imprinting familiare o le asperità del carattere, di raggiungere chi ha condiviso la vita con noi. Pensa a quale tipo di persona visualizzi al tuo fianco: di cosa hai bisogno adesso per sorridere e creare una relazione costruttiva?

Anche se stai soffrendo tieni presente che ogni rapporto ci insegna le nostre reali necessità, se siamo disposti ad ascoltare la lezione che possiamo trarre da questa esperienza dolorosa. Ricorda che non puoi superare un amore sostituendolo con un altro rapporto: evita di gettarti a capofitto in un'altra relazione, soprattutto se hai il cuore spezzato.
Rispetta la tua vulnerabilità: circondati di persone positive e amici fidati, permetti a te stesso di aprirti lentamente, con tutto il tempo di cui hai bisogno, alla possibilità di entrare di nuovo in intimità con qualcuno. Mostrare agli altri una facciata apparentemente felice non significa nulla se dentro di noi è il crollo.

Sai che i sex toys potrebbero essere una scoperta incredibile? Lungi da quel che si possa pensare, i giocattoli del piacere costituiscono prima di tutto la possibilità di esplorare il proprio corpo: nonostante l'età adulta, sono moltissime le persone che, a causa di un'educazione rigida o imbarazzi con il partner, non conoscono le zone più sensibili e il piacere di un desiderio che per esprimersi deve essere prima di tutto ascoltato e liberato.
Per chi si trova all'indomani di un divorzio è importante riappropriarsi del proprio corpo: un'ottima idea può essere iniziare a praticare uno sport, per esempio il nuoto o il ballo. Sentire i muscoli che tornano a essere sodi e scattanti va di pari passo con una ritrovata sintonia con se stessi, utile per l'autostima e la consapevolezza di sé.

Il sesso per una notte? Può essere eccitante, ma solo quando siamo pienamente convinti di questa scelta e l'altro riesce a scatenare, a prescindere dal fatto che ci si riveda o meno, un senso di fiducia. Contrariamente a ciò che si credeva e come è stato ormai confermato da diversi studi scientifici, il sesso migliora con l'età: ora conosci meglio il tuo corpo e le sue possibilità; rispetto all'adolescenza provi meno imbarazzo e hai imparato a chiedere, sai cosa ti piace e non esiti a farlo presente all'altro.
Per confrontarsi con l'amore in maniera costruttiva dopo un divorzio o una separazione è importante sapere che non hai nessuna fretta: quando iniziamo a stare bene nella nostra pelle non abbiamo alcun bisogno di creare rapporti poco soddisfacenti solo per sconfiggere l'impressione di non essere soli. Permettiti di godere della tua solitudine e impara a coltivare l'amore prima di tutto a partire da te stesso. fonte tgcom

 

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Marco Rossi è Collaboratore di Psicologi Italia

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Marco Rossi è Presidente della Società Italiana di Sessuologia ed Educazione Sessuale

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Il Dott. Marco Rossi ha una lunga esperienza nella organizzazione di eventi e nella partecipazione in qualità di relatore e/o moderatore a conferenze. Le tematiche trattate sono inerenti al singolo, alla coppia, a problematiche sociali e temi culturali riguardanti la sfera dei sentimenti e della sessualità senza mai tralasciare la componente psicologica.

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