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Coming out di Ministre gay in colombia

Cecilia Alvarez Correa, ministra per il Commercio, l'Industria e il Turismo nel governo del presidente colombiano Juan Manuel Santos, ha confermato di essere legata sentimentalmente con la sua collega per l'Educazione, Gina Parody, e ha ringraziato Santos per averle scelte per il suo gabinetto "esclusivamente per motivi professionali, e senza mai intromettersi in questioni private".

Il coming out di Alvarez Correa è arrivato dopo che Alfredo Molano -noto giornalista e sociologo colombiano- ha detto in un'intervista che ciò che più gli piace del governo Santos "è l'unione fra Gina e Cecilia, ossia il fatto che due donne lesbiche abbiano un rapporto stabile a allo stesso tempo facciano parte del gabinetto".

Versioni sull'orientamento sessuale delle due ministre e sul loro rapporto personale circolavano da settimane, ma dopo l'intervento di Molano Alvarez Correa ha voluto chiarire in prima persona la faccenda, non senza osservare: "Non ho mai capito perché questo tipo di domande non le fanno agli uomini". fonte ANSA

Gli scout italiani aprono ai gay

«Dove c'è amore non può esserci peccato, e che quindi anche due persone dello stesso sesso o due conviventi o una persona divorziata devono avere la possibilità di vivere nella comunità degli scout in piena uguaglianza e dignità». È quanto 456 giovani scout, espressione di altri 30.000 iscritti di tutta Italia, hanno voluto scrivere nella "Carta del Coraggio" redatta nel corso della route nazionale dell'Agesci (l'Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani) tenutasi a San Rossore dal 7 al 10 agosto.

Si stabilisce anche che la famiglia sia rappresentata da «qualunque nucleo di rapporti basati sull'amore e sul rispetto» e si chiede all'Agesci che «dimostri maggiore apertura riguardo a temi quali omosessualità, divorzio, convivenza, attraverso occasioni di confronto e di dialogo, diventando così portavoce presso le istituzioni civili ed ecclesiastiche di una generazione che vuole essere protagonista di un cambiamento nella società» e che «non consideri esperienze di divorzio, convivenza o omosessualità invalidanti la partecipazione alla vita associativa e al ruolo educativo, fintanto che l’educatore mantenga i valori dell’integrità morale». Un appello è riservato anche Chiesa, invitata a «accogliere e non solo tollerare qualsiasi scelta di vita guidata dall'amore».

Tale documento è la sintesi di un lavoro svolto nel corso di un anno dai vari gruppi locali, sintetizzato e riassunto dal Consiglio Nazionale R/S, discusso in 456 campi mobili tenutesi in tutte le regioni italiane ed approvato dalla maggioranza degli stati generali dell'Associazione. Insomma, tutt'altro che un documento campato in aria.

Dinnanzi ad una simile apertura, l'Associazione ProVita ha pubblicato un indecente articolo in cui tale politica viene derisa. L'autore parla di «apertura all'omosessualismo», dice di non capire che cosa si intenda con il termine «amore» e ipotizza che quella carta voglia legittimare il «poliamore». Non manca anche il solito indegno accostamento fra omosessualità e pedofilia, con l'articolo che, parlando di scout gay, afferma: «se non pratica sesso con i lupetti, può anche far propaganda all'ideologia omosessualista? Può insegnare ai bambini e ai ragazzi che il "genere" se lo scelgono e se lo cambiano a piacimento?».

La proposta viene bollata come «fumo di Satana» e si sentenzia che «i genitori, non solo non possono più stare tranquilli quando mandano i figli a scuola, ma neanche quando li mandano agli scout». Insomma, vera e propria carta straccia.

Non paga di ciò, a due giorni di distanza l'Associazione ProVita è tornata sull'argomento sostenendo di aver ricevuto una provvidenziale «presa di posizione di alcuni capi scout che tengono a prendere le distanze da quanto presente nella "Carta del Coraggio" i cui contenuti non sono in linea con le linee guida valoriali dell'associazione stessa».

Chi sono questi capi? Perché anziché rivolgersi agli organi associativi scrivono ad un'associazione che vuole uccidere il maggior numero possibile di adolescenti impedendo la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili? E, soprattutto, perché citano gli articoli apparsi su pubblicazioni integraliste come "Radio Spada", "Notizie ProVita" o "Il Timone" anziché riferirsi agli organi associativi ufficiali? Tutte domande che l'associazione lascia inevase.

Ammesso che la lettera esista davvero, il testo proposto si lancia in precisazioni imbarazzanti: «Occorre precisare innanzitutto che questo documento è stato scritto da ragazzi la cui età oscilla tra i 16 e i 20 anni, riunitisi in un organo non ufficialmente riconosciuto in associazione, e che stanno ancora vivendo la proposta educativa offerta loro dallo scoutismo. Essa rappresenta, quindi, uno strumento educativo sfruttato dai capi dell'associazione per aiutare i ragazzi a delineare i loro impegni concreti che, come buoni cittadini e buoni cristiani, sentono di voler concretizzare nell'immediato futuro e nella loro quotidianità».

Che la ruote nazionale non sia un organo riconosciuto appare assai strano, soprattutto considerato come sia il nodo focale dell'associazione... ma le sorprese non finiscono qui: «Come capi -prosegue la presunta lettera- ci sentiamo in dovere di prendere le debite distanze dalle dure (ma a volte comprensibili) critiche di chi in questi giorni può aver pensato che il metodo educativo Agesci preveda ora nuove aperture alle ideologie imperanti della società moderna. Ci teniamo a ribadire con fermezza che non abbiamo alcuna intenzione di educare i nostri ragazzi alle deliranti teorie del gender o ad altre follie simili della nostra epoca. La nostra proposta è mirata unicamente ad educare, secondo gli insegnamenti autentici di Cristo, buoni cristiani e buoni cittadini, capaci un giorno, con spirito critico e con una solida base valoriale cattolica, di compiere le scelte che più riterranno opportune per realizzarsi pienamente nella loro Vocazione, sia essa nella vita religiosa, nel vincolo sacramentale della famiglia naturale, nel lavoro».

Chiunque conosce la struttura dell'Agesci sa bene che se una simile lettera venisse ufficializzata e portata a conoscenza dei gruppi locali, nel giro di un quarto d'ora non si sarebbero più iscritti. In poche righe viene calpestata qualsiasi strategia organizzativa ed educativa rivolta ai ragazzi, quasi a sostenere che li si si stia pendendo in giro e che il loro lavoro e le loro idee non abbiano alcun valore.

Più plausibile e pensare ad una minoranza intenzionata ad imporre la propria volontà medioevale, motivo che giustificherebbe anche il ricorso ad una simile associazione anziché ad organi ufficiali che -giustamente- avrebbero sottolineato come le discriminazioni individuali non possano avere prevalenza su una struttura decisionale "dal basso" ben definita. Non a caso un un passaggio della presunta lettera si legge: «ci impegniamo a sensibilizzare l'intera associazione e gli altri capi che non hanno le stesse idee in merito, affinché al prossimo Consiglio Nazionale si rivalutino quei contenuti della Carta incoerenti con il Magistero della Chiesa e con il nostro Patto Associativo, dissentendo da una visione confusionaria dell'amore e della famiglia naturale». Perché mai si dovrebbe chiedere di «rivalutare» un qualcosa che si sostiene non abbia valore? Non sarà mica che quell'affermazione sia falsa e strumentale? fonte http://gayburg.blogspot.it

La tempistica del piacere femminile

Anatomia del top del piacere

Cosa succede a mente e corpo mentre raggiungi l’apice del piacere, fase per fase

07:00 - Un giro sulle montagne russe, una scossa, un’onda positiva che travolge. Ogni donna descrive il piacere in modo diverso. Ma c’è un filo rosso che unisce queste definizioni: si tratta sempre di una sensazione intensa, unica, e che toglie il fiato. Non c’è da stupirsi visto che l’apice del piacere coinvolge tutto il corpo, dal cervello agli organi genitali. Ed è l’”esplosione” di un lungo processo: è infatti la parte finale del rapporto sessuale ed è preceduta da due fasi imprescindibili: il desiderio e l’eccitazione. Il desiderio è il vero motore.

Tutto comincia da sensazioni e immagini: il corpo del partner, lui che ci sussurra parole hot, ci bacia e ci accarezza. Contemporaneamente, il cervello fa partire dall’ipotalamo e dall’amigdala (le parti deputate alle emozioni) degli stimoli, che sono regolati dal testosterone e dagli estrogeni. Questi ormoni coinvolgono i neurotrasmettitori, i messaggeri chimici del cervello, ovvero le sostanze che rendono possibile la trasmissione degli impulsi nervosi. In pratica, allertano i sensi che ci inducono a cogliere i segnali che arrivano dal nostro partner. E mandano al fisico e alla mente un “via libera”. A quel punto, quindi, siamo pronte a percorrere la strada del piacere.

La seconda fase è quella dell’eccitazione: il cervello allerta vasi, muscoli e nervi. La pelle è sensibile agli stimoli erotici, i muscoli diventano più tesi, il seno si inturgidisce, si alzano la frequenza cardiaca e la temperatura del corpo. Il corpo così è pronto a raggiungere “the big O”, come lo chiamano i sessuologi americani, il top del piacere.

Subito - Senti la scossa: la prima contrazione dei muscoli genitali dà il via libera alle altre, che si susseguono come una serie di onde, a distanza di pochi attimi. Una sensazione di formicolio pervade il fisico. 
Dal punto di vista psicologico, si ha la sensazione che il tempo si ferma. Ti sembra di dimenticare chi sei, di non vedere le cose che ti circondano, di non sentire voci e rumori.

Dopo alcuni secondi - Ti senti perfetta: stai gratificando te stessa e il tuo partner e questa consapevolezza aumenta l’orgoglio e l’autostima.

Dopo un minuto - Ti senti spossata: il top del piacere ormai è finito, il corpo è ancora arrossato e accaldato e ti senti stanca. Ma è una “stanchezza” passeggera che ti regala un forte senso di pace. E ti fa sentire molto vicina al partner: in questo momento siete tutt’uno.

Dopo qualche minuto - La temperatura si abbassa: il calore e l’euforia cedono il passo al freddo perché la temperatura corporea si abbassa e il battito cardiaco rallenta. Per questo cerchi il contatto con il corpo del partner. È il momento delle coccole.

Dopo 30 minuti - Sei pronta a riprendere: se sei tra le sue braccia, la dolcezza può trasformarsi in passione perché il corpo è di nuovo disposto al piacere.

Alla fine - Valuti quello che è successo: la mente è molto più veloce del corpo. Allora, mentre il fisico è ancora preso dalle sensazioni, la mente prova subito a valutare quello che hai provato. Così ti poni delle domande: quanto ti è piaciuto? E a lui? Questo rapporto vi ha avvicinato ancora di più?

I numeri del piacere - 20 minuti è il tempo medio necessario a una donna per raggiungere il piacere. Lo sostiene uno studio pubblicato dal Journal of Sex Reserch. Dagli 8 ai 12 secondi è la durata media dell’apice del piacere: parola dell’International society for sexual medicine. 70% sono le donne che hanno bisogno di una stimolazione anche della clitoride per arrivare al piacere. Lo dice la famosa sessuologa Shere Hete. Dalle 17 alle 19 è l’orario perfetto per il piacere perché sia lui che lei hanno picchi ormonali. Lo rivela la cronobiologia. fonte Tgcom

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Marco Rossi è Collaboratore di Psicologi Italia

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