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Amore e sifilide al tempo delle App

Mi voti? Che voto mi dai? Chi sei? Ti conosco? Vivi qui vicino…Ci vediamo? Basta andare su Ask, regno dei ragazzini che fanno le prove generali di corteggiamento (spesso nascondendosi dietro l’anonimato) per capire che gli incontri al buio sono sempre più frequenti. Ma Ask non è nulla se paragonato all’ormai folta schiera di siti e applicazioni per smartphone dedicati agli incontri hard, che propongono appuntamenti sessuali, saltando quella che un tempo poteva essere una festa o la discoteca e favorendo un approccio sempre più disinibito al sesso. Le malattie sessuali si stanno diffondendo sempre più, non tanto e non solo per colpa di queste soluzioni 2.0, quanto per l’atteggiamento che si nasconde dietro a questo tipo di approccio.

Omo, etero, tutti

«Ideata per coloro che non vogliono perdere troppo tempo in chiacchiere e preliminari, andando direttamente al sodo»: così si presenta Pure, app per eterosessuali. E lo stesso approccio facile, sbrigativo e virtualmente anonimo vale per l’ancor più famoso Tinder, app per iPhone talmente diffuso tra gli studenti americani che i giovani si dichiarano affetti da “tinderite”. E poi c’è Blendr, «veloce, conveniente e discreto» e dedicato alle donne. Tinder & Co. sfatano il mito secondo cui la ricerca d’incontri di sesso facile e immediato appartenga solo al mondo gay. Certo, le app per omo e bisessuali - come Grindr, Scruff e Recon - sono più popolari che mai e solo gli utenti di Grindr sono ben 6 milioni distribuiti in 192 Paesi in tutto il mondo.

Geolocalizzazione

La vera rivoluzione di queste applicazioni per telefonino sta nella possibilità di geolocalizzare. Basta cliccare l’opzione “qui vicino” per avere una lista di profili per potenziali incontri con persone che si trovano in quel momento vicine a dove ti trovi tu. Da un recente studio condotto su un campione di 7.184 frequentatori del Gay and Lesbian Center di Los Angeles sottoposti a test per malattie sessualmente trasmissibili (Mst), è risultato che gli omosessuali frequentanti night club o altri luoghi d’incontro “calce e mattoni” sono meno inclini al contagio rispetto a chi delega il primo approccio alle app ed è probabile che i risultati siano identici se riferiti agli incontri eterosessuali. Anche se l’equivalenza “app uguale Mst” non ha un fondamento scientifico, è stato notato dunque che i loro fruitori hanno mediamente una maggior propensione ad adottare comportamenti improntati alla scarsa protezione. Insomma il sesso nell’era del Gps è ancora più a rischio, i flirt sono sempre più geolocalizzati ed è inutile specificare che una sessualità vissuta senza le opportune precauzioni può portare all’insorgenza di malattie come l’Aids, la sifilide, la clamidia e la gonorrea.

Trecento milioni di casi

Le malattie sessualmente trasmissibili sono un’emergenza crescente, sia nei Paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo. Secondo le stime dell’Organizzazione mondiale della sanità, hanno una incidenza annua di 333 milioni di casi escludendo l’Aids e 448 milioni di nuovi casi includendo l’Aids. Soprattutto va rilevato come il numero di nuove infezioni nell’Hiv sia rimasto stabile nel tempo, come rimarca il professor Massimo Andreoni, professore di malattie infettive all’Università di Tor Vergata e presidente della Società Italiana di malattie infettive. «Ora che l’Hiv fa meno notizia e si è diffusa la consapevolezza che esiste una cura si è abbassato il livello di guardia, influenzando non solo la trasmissibilità dell’Aids, ma in generale tutto il comparto delle malattie sessualmente trasmissibili», avverte Andreoni, spiegando che i dati parlano di una ripresa dell’infezione soprattutto tra gli omosessuali, che inizialmente sono stati invece particolarmente attenti e impegnati nella sensibilizzazione e nella prevenzione. «Oggi gli esperti parlano di una possibilità media di sopravvivenza per un malato di Aids di dieci anni in meno rispetto a una persona non malata - insiste Andreoni -, il che è un traguardo importantissimo, ma non deve trasformarsi in un atteggiamento negativo di chi vede nella cura una ragione per smettere di essere attenti». Le patologie sessualmente trasmesse, Aids in primis, sono ormai curabili, ma è utile richiamare l’attenzione sul fatto che un’esistenza scandita da farmaci altamente tossici non è auspicabile. In Gran Bretagna con l’epatite C o negli Stati Uniti con la somministrazione di farmaci retrovirali per la prevenzione dell’Hiv si sta assistendo talvolta a politiche governative che rischiano di essere paradossalmente controproducenti. «A cosa serve stare attenti se esiste una cura o talvolta addirittura una medicina che previene?» pensano in molti erroneamente.

Siti, app e strumenti 2.0

Il trend di continua crescita è influenzato anche dalla tecnologia che chiaramente non causa, ma si limita a favorire, l’incontro tra sconosciuti. «Strumenti che facilitano gli incontri occasionali e creati a questi fini», li definisce Massimo Andreoni, sottolineando che la Rete è sicuramente una delle tante componenti che stanno favorendo una ripresa delle infezioni sessuali. I dati dell’ultimo rapporto dell’European center for disease prevention and control suggeriscono che clamidia, gonorrea e sifilide (esattamente in questo ordine) sono le tre malattie sessualmente trasmesse che in Europa sono in maggiore ascesa. Ma in realtà ci sono anche l’epatite e l’herpes simplex, malattie entrambe sottostimate. Nella trasmissione ha infatti il suo peso anche il concetto di fastidio trasmesso, inversamente proporzionale alla trasmissibilità. E i più a rischio sono proprio i giovani tra i quindici e i ventiquattro anni, etero o omosessuali poco importa, mentre la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da Hiv è attribuibile a rapporti sessuali non protetti, che costituiscono l’80,7 per cento di tutte le segnalazioni. L’Oms registra un ritorno preoccupante di malattie che si pensava addirittura fossero scomparse e una precocizzazione dei rapporti che non è accompagnata da un’adeguata informazione e sensibilizzazione. Dei 448 milioni di nuovi casi di Mst che si manifestano ogni anno in tutto il mondo, 111 milioni interessano ragazzi sotto i 25 anni che evidentemente, al di là delle tecnologie, non hanno un livello accettabile di consapevolezza e cautela.

Prevenzione

L’aumento delle malattie veneree è registrato dagli esperti, che addebitano la diffusione di queste malattie a un cambiamento culturale (app comprese) e a una grave lacuna informativa, oltre a un abbassamento del livello di guardia riguardo all’Hiv che ha influenzato in generale questo tipo di patologie. La chiave di tutto rimane sempre e solo la prevenzione. La società tecnologica fornisce strumenti sempre più facili e sofisticati per chi sceglie il sesso veloce e con gli sconosciuti, ma non investe né insiste sulla prevenzione e sulla comunicazione del fatto che, almeno dal punto di vista della salute del corpo, proteggersi è l’unica applicazione cruciale. Come ribadisce Massimo Andreoni il messaggio deve essere chiaro, semplice e svuotato da qualsiasi moralismo: «Serve la consapevolezza che le malattie sessualmente trasmissibili sono tante e spesso gravi, anche se curabili, e che l’unica scelta è l’uso del profilattico». fonte corriere.it

Quanto flirtare fa bene

Quando flirtare fa bene

Il piacere di lasciarsi trasportare dalle situazioni... o meglio evitare?

07:00 - Le storie lampo e gli incontri mordi e fuggi possono risvegliare la nostra vitalità e creare un lampo d'energia nella nostra vita. Scoprire e riscoprire il corpo, sentire il brivido di una passione, avvertire il cuore che batte come non faceva da tempo è un antirughe dell'anima. Ma attenzione, flirtare è positivo solo quando parte da un atteggiamento gratuito e indipendente per noi stessi e gli altri.

Secondo un recente studio effettuato da un team di ricercatori appartenenti alla New York University e Cornell University il sesso per divertimento fa bene. Lo studio ha intervistato un campione di 371 studenti: il 42% ha ammesso di avere relazioni al di fuori della coppia. Sembra che avere incontri giocati sul desiderio e il piacere come uniche finalità porti a una riduzione dei livelli di stress. Ma siamo sicuri che davvero le storie di una notte siano una formula in grado di garantire il benessere? In realtà, molto dipende dalle motivazioni.

Nel momento in cui ci sentiamo trascinati da un incontro subentrano una serie di sensazioni fra cui, di norma, feeling intenso, senso di ebbrezza e riconoscimento dell'altro, curiosità, divertimento, attrazione fisica: quando si tende a abbandonarsi a questo flusso di emozioni senza lasciare che l'aspettativa inquini il sapore del momento si è sulla buona strada per sperimentare un'unione forse breve, ma carica di elettricità e dall'effetto vitalizzante. Diverso è il caso in cui si finisca per flirtare allo scopo di ingelosire, oppure, peggio, tramare vendetta a chi ci ha fatto del male o nel vano tentativo di allontanare il proprio senso di solitudine, ansia e tristezza.

Essere una persona indipendente o, viceversa, a livello profondo avvertire il bisogno di una relazione rende il nostro approccio agli altri completamente differente. Flirtare con positività significa saper riconoscere nell'altro una persona in grado di smuovere il desiderio: allacciare un gioco di sguardi, divertirsi nel feeling di una conversazione o sentire la pelle diventare sensibile al minimo sfioramento può essere un'avventura interessante anche quando rimane un gioco di sguardi, che non arriva a niente di più, ma in cui ci lascia piacevolmente prendere dalla situazione inseguendo la curiosità verso chi ci sta di fronte, assaporando gli attimi, facendo del corpo uno strumento musicale in grado di far risuonare le emozioni.

Osserva le tue necessità profonde con sincerità. Se in fondo cerchi un rapporto serio evita il flirt, perché quasi certamente rischierai di farti del male. Meglio lasciar perdere anche nel caso in cui fosse l'altro a provare un sentimento profondo per noi: provocare sofferenza, soprattutto se in maniera consapevole, non è mai una scelta saggia. Flirtare nel suo senso più autentico e vero è saper giocare con l'altro liberando curiosità, gratuità, voglia di conoscere e essere riconosciuti attraverso ciò che di te stesso vuoi comunicare. Niente di più: un consapevole divertimento avendo sempre presenti il rispetto dell'altro e l'amore per noi stessi.

 fonte TGcom

Seduzione maschile in spiaggia

L’"abbordatore italiano da spiaggia”: sette ragazze su dieci lo bocciano

Sotto l’ombrellone hai incontrato un orso o un pavone? Scopri se sei stata fortunata

12:32 - Si fingono intellettuali dell’ultim’ora, ci provano con una ragazza anche sotto il naso del suo partner, la invitano a prendere un gelato vicino alla spiaggia dimenticandosi, però, di offrire. Sono le donne a essere troppo esigenti o i maschi latin lover da spiaggia davvero non sono più all’altezza della loro fama? Tutte e due le cose: le gaffes al maschile si sprecano, ma le ragazze non accettano più di passarci sopra..

Secondo uno studio promosso da Maxibon Motta, condotto su circa 800 tra ragazzi e ragazze italiane tra i 18 ed i 30 anni, sono quasi 7 giovani su 10 (67%) a dichiarare che è tramontata l’era del latin lover italiano: è soprattutto il gentil sesso a bocciare i coetanei all’ "abbordaggio". I motivi? Comportamenti infantili (34%), il tentativo di costruirsi un personaggio raccontando un sacco di bugie (26%) ed eccesso di confidenza (22%) sono le cause che infastidiscono di più. Gli errori più comuni? Non accorgersi che la propria “preda” è già impegnata (34%), impostare la discussione su discorsi troppo complicati o noiosi (26%), proporre di prendere qualcosa al bar e “dimenticarsi” di passare alla cassa (21%).

Come avviene il primo approccio?- La maggioranza (45%) agisce istintivamente, cercando di scambiare qualche parola con la propria “preda” senza particolari strategie. Il 34%, invece, punta sull’impatto fisico: si cerca di catturare l’attenzione della ragazza con un fisico scolpito e con ammiccanti giochi di sguardi e sorrisi. I più giudiziosi (22%) preferiscono attrarre con discrezione, aspettando un segnale di disponibilità da parte del gentil sesso, spingendosi all’assalto solo in un secondo momento. Di cosa parlano? - Il 34% cerca di capire subito gli interessi in comune, mentre il 25% cerca di far colpo con argomenti impegnativi, tra cui la cultura e gli ultimi libri letti. Alcuni, invece, dopo essersi presentati, propongono un classico gioco da spiaggia, mentre solo il 16% non attua nessuna particolare azione e punta sulla propria personalità, senza essere troppo strategico.
Quali sono le “gaffes da spiaggia” più comuni? - La più classica (34%) è quella di non accorgersi che la ragazza alla quale si sta puntando è già impegnata. Altro errore clamoroso è quello di fingersi falso intellettuale (26%): ad esempio fingere di aver letto tutti i capolavori della letteratura classica e il già citato esercizio di avarizia al bar (21% del campione). Ma dà fastidio anche l’amico che a volte, fa da spalla al’”abbordatore”: secondo una ragazza su 3, infatti, spesso è proprio questo assistente a complicare le cose con la sua goffaggine e incapacità di “reggere il gioco” all’amico.
Ma gli “abbordatori” non sono tutti dello stesso tipo. Ecco le tipologie più diffuse: 
IL PAVONE: come questo uccello fa la ruota per attirare l’attenzione della sua femmina, così questo tipo di abbordatore da spiaggia sfoggia il meglio del suo repertorio estetico per attirare il gentil sesso.
LA TIGRE: aggressivo e sicuro di sé, questo tipo di maschione si affida completamente all’istinto e va all’attacco senza indugio: non aspetta neppure il momento giusto: appena l’avvista, salta addosso alla preda.
L’AGNELLO: apparentemente tenero e dolce come un agnellino, questo altro tipo da spiaggia preferisce affascinare con discrezione, aspettando la prima mossa da parte della preda e basandosi in seguito un approccio soft. .
L’ ORSO: tenero sì, ma anche un po’ goffo e impacciato quando c’è da passare all’azione. E’ vero che la naturalezza paga e alle ragazze l’”effetto peluche” può piacere, ma un minimo di strategia può aiutare.

Fonte Tgcom 

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Marco Rossi è Collaboratore di Psicologi Italia

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Marco Rossi è Presidente della Società Italiana di Sessuologia ed Educazione Sessuale

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Giovedì 13 Aprile, il Dott. Rossi parteciperà all'inaugurazione della mostra DRAWJOB L’eros spiegato da 22 illustratori, 6 scrittrici, 2 esperti e 1 film, presso Spazio Tapirulan
Corso XX Settembre 22, Cremona

info a questo LINK 

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Martedì 9 Maggio,  presso l’elegantissimo Chervò Golf Hotel spa & resort San Vigilio in località Pozzolengo  (a 5  min dall’uscita autostrada di Sirmione , BS), il Dott. Rossi terrà un incontro, con apericena, dal titolo EROS SENZA TABU' UN PERCORSO VERSO IL PIACERE. L'incontro, realizzato in collaborazione con La Chiave di Gaiasi pone come obiettivo quello di stimolare, interagire, incuriosire, informare ed arricchire la conoscenza verso l’argomento Eros senza Tabù . Per info e iscrizioni seguite questo link

 

 

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Il Dott. Marco Rossi ha una lunga esperienza nella organizzazione di eventi e nella partecipazione in qualità di relatore e/o moderatore a conferenze. Le tematiche trattate sono inerenti al singolo, alla coppia, a problematiche sociali e temi culturali riguardanti la sfera dei sentimenti e della sessualità senza mai tralasciare la componente psicologica.

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